5 considerazioni da fare prima di acquistare il vino al supermercato

Partiamo dal presupposto che (forse) il vino non andrebbe mai acquistato al supermercato poiché la scelta sugli scaffali è ampia e dispersiva ma decisamente caratterizzata da vini industriali che puntano al prezzo basso e al packaging accattivante. Ma, per ovvie ragioni, vi sarà capitato e vi capiterà ancora di dover comprare una bottiglia di vino all’ultimo momento per correre poi a una cena o da qualche altra parte! Ecco allora 5 cose da tenere in considerazione per non sbagliare la scelta…

vino-al-supermercato

Il supermercato

Recarsi in un supermercato con un buon assortimento di vini è essenziale. Non precludetevi la possibilità di poter comparare le bottiglie e i rispettivi prezzi: una buona organizzazione degli scaffali e la presenza di personale dedicato al reparto faranno poi la vera differenza.

Il vostro budget

Quanto volete spendere? La risposta a questa domanda vi permetterà di capire sin da subito su quali vini puntare e quali, invece, lasciar perdere! Mi raccomando, non fatevi prendere dalla foga di volere impressionare a tutti costi, spendendo esageratamente.

L’etichetta e le denominazioni del vino

Dell’importanza dell’etichetta per un vino ne abbiamo già parlato qui… Si sa, spesso siamo portati a scegliere la bottiglia più bella, tralasciando tutto il resto. Le denominazioni, ad esempio, che possono indicarci la provenienza e la qualità di un vino. Fate affidamento sulle D.O.C.G. e sulle D.O.C., e scartate le bottiglie totalmente anonime. Insomma, leggete le etichette… Senza fretta!

La tipologia di vino

Che vino vi piace? Con cosa lo abbinerete? Il nostro consiglio è quello di seguire i vostri gusti personali e, magari, di lasciarvi ispirare da quello che trovate al supermercato. Non abbiate paura di sperimentare e puntate su un vino giovane che, di sicuro, non ha sostato troppo sugli scaffali e non necessita di lunghe decantazioni al momento dell’apertura.

Il prezzo della bottiglia

Attenzione al prezzo del vino! Considerate, in primis, che il prezzo di acquisto equivale almeno a  2-3 volte i costi di produzione: un vino a pochi euro difficilmente potrà essere un buon vino! Diffidate poi da sconti e promozioni… Ma sappiate, però, che esistono tante altre variabili che determinano il prezzo finale di una bottiglia (materiali, tappi, etichette, costi di logistica e magazzino…) e quindi non siate troppo categorici e considerate anche ogni vino nasconde dietro il duro lavoro di un anno che si conclude con l’imbottigliamento e la vendita.

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9 thoughts on “5 considerazioni da fare prima di acquistare il vino al supermercato

    1. Salve Chicco!

      DOCG e DOC sono dei veri e propri marchi che indicano la zona originaria (nonché delimitata) delle uve raccolte ed utilizzate per la realizzazione di un determinato vino, ma non solo… Si tratta di un contenuto di alta qualità, che rispetta dei criteri di produzione (come gradazione, caratteristiche organolettiche e affinamento in botte) stabiliti da un Decreto Ministeriale. Solo i vini che rispettano le direttive prescritte da questo atto amministrativo possono ottenere le suddette diciture. Altre restrizioni, ancor più vincolanti, riguardano l’imbottigliamento… Tra queste, un rigido controllo chimico-organolettico e un’analisi sensoriale messa in atto da una commissione di esperti. Perché sostieni che DOCG e DOC non hanno nulla a che fare con la qualità del vino?

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      1. Lavoro in una ditta di etichette.
        Se solo vedessi quante etichette di Prosecco DOCG vengono stampate da una sola cantina (fatalità infatti si trovano al LIDL) non basterebbero i vigneti per produrlo nemmeno se tutto il Nordest intero fosse docg

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      2. Ciao Giacomo, intendi che spesso le certificazioni sono “fasulle” o non rispettano le disciplinari?
        Questo è un problema che esiste e che andrebbe limitato… senza dubbio!

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  1. Beh in effetti hanno proprio poco a che fare.
    Lasciami fare un esempio:
    http://vini.eurospin.it/Barbera-Asti-DOCG-Superiore.html

    Trattasi di Barbera DOCG, prezzo a scaffale 2,35 euro. Io l’ho voluto assaggiare.
    Di qualità c’è poco, molto poco per quanto ne dica il sommelier campione del mondo che trovi nel video all’indirizzo sopra.

    Dall’altra parte, uno dei vini più buoni e apprezzati d’Italia è un IGT quindi neanche doc.

    Ovviamente sono due estremi ma, lasciami dire, rappresentativi della situazione.
    La verità è che non esistono “scorciatoie” per definire la qualità del vino. Non basta leggere l’etichetta perché il vino non lo fa l’etichetta. Non basta la doc, non basta il prezzo.
    Ci vuole esperienza e conoscenza, lo so che è noioso… ma è così.

    Se invece ci serve un po’ di clickbaiting allora va bene così.

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    1. Ciao Andrea, grazie per le osservazioni e per i tuoi esempi concreti!

      Come dici tu, si tratta di due estremi: le eccezioni esistono ma sono eccezioni, appunto.
      E’ innegabile che un vino DOCG debba rispettare degli standard qualitativi e avere certe caratteristiche organolettiche… Poi i gusti non si discutono, a te può non piacere un DOCG/DOC e puoi preferire magari un IGT o anche un vino da tavola. Sono il primo ad affermare che il vino si basa su sensazioni ed emozioni del tutto soggettive!
      Per il resto, sono pienamente d’accordo: ci vuole esperienza e conoscenza. Ma l’articolo vuole “indirizzare” e informare chi esperto non è… E quindi abbiamo semplicemente indicato i fattori da tenere in considerazione in fase d’acquisto.

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  2. Doc…docg..dalla mia personale esperienza posso dirvi che quelli che stanno nelle comissioni di assaggio non ne capiscono proprio niente di vino…poi c’è da valutare se effettivamente il vino che è stato presentato in commissione di assaggio è proprio lo stesso che viene messo in bottiglia …cosa che ne dubito…il vino è stato sempre un rapporto di fiducia tra produttore e consumatore ed in giro tra bottiglie di vini comuni ed enoteche di sicuro ci son tantissimi vini superiori ai famosi doc e docg ad un prezzo modico

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      1. Chi ha rovinato la qualità dei vini è solo ed esclusivamente la grande distribuzione…il prezzo il prezzo…ovvio per fare il prezzo la qualità scende…io ho una azienda vinicola e puntualmente mi fanno proposte di far bottiglie a 0.65 0.70 dove io mi rifiuto (pur avendo impianti da 10.000 bottiglie ora) fare numeri fare numeri per 4 5 centesimi a bottiglia per tot bottiglie sono tot soldi…ma alla fine trovano aziende che gli e le fanno…il consumatore finale che ci può trovare nella bottiglia?? Ormai le grosse distribuzioni ed i grossisti lavorano a cartoni…il prezzo della bottiglia è stabilito dal guadagno che si fa su un cartone anche si 20 30 centesimi…sono i numeri che contano..e direi a tutti i consumatori di bere ed acquistare vini di annata…in quanto tutti i vini che vedete nei supermercati anno 2012 anno 2013 anno 2015 ecc ecc sono tutti morti viventi in circolazione maderizzati ossidati che sanno di tappo che per non essere stappati o distrutti vengono svenduti alle grandi distribuzioni e li trovate ad 1 euro a bottiglia ……

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