Vino e Musica: abbinamento perfetto!

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Avete mai abbinato la canzone della vostra vita a un buon calice di bianco o di rosso? Sorseggiare un vino che completa la musica può avere lo stesso effetto di un felice abbinamento eno-gastronomico. Anche se alcuni vini richiamano alla mente i compositori classici, più spesso è uno strumento o una voce che canta, dal pop al rock, a smuovere quel desiderio di odore e sapore, emozioni e relax che solo il figlio dei vigneti può regalare inebriando il palato. Sei seduto su una poltrona di fianco al tuo stereo o su un muretto con le cuffie nelle orecchie e davanti hai il panorama, ad un tratto parte la traccia. Cosa manca per rendere quel momento, ancora più piacevole? E certo che manca il vino giusto!

ph credits let it wine

Gusto e suono si influenzano a vicenda?

Vista, olfatto e gusto. Questi sono i sensi coinvolti e fondamentali durante una degustazione enologica. Ecco come il cervello si unisce al portale delle nostre emozioni, entrambi influenzati dall’abbinamento di onde sonore e vino. Uno studio condotto dal professor Adrian North del Dipartimento di Psicologia della Heriot-Watt University di Edimburgo sottolinea come nella correlazione tra degustazione e ascolto, il susseguirsi delle note diventa a ogni sorso musica e suscita emozioni, ricordi, atmosfere tramite gli odori e le armonie del brano. Il vino che abbiamo selezionato e l’album che in sottofondo scandisce questo intimo momento, non sono disconnessi, anzi, diventano un tutt’uno. Il neuroscienziato Gordon Shepherd, nel suo interessantissimo libro Neuroenology: How the Brain Creates the Taste of Wine” ricorda appunto che l’approccio al vino sollecita la maggior parte dei nostri sensi.

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ph. credits suburbia-unwrapped

La vista inizia a interagire con la bottiglia ancora tappata, analizza tonalità e intensità del colore; l’olfatto riconosce i sentori; e infine, il gusto rileva le note dolci, sapide. Tant’è che l’esercizio continuo a cui sono sottoposti alcuni dei migliori sommelier del mondo ha portato determinate aree del loro cervello a inspessirsi, garantendo loro un’agilità mentale maggiore. Essere partecipi di un’esperienza completa come questa unisce tutti i pezzi del “Puzzle Felicità” presenti nel nostro organismo favorendo la produzione di endorfine, dopamina, gaba e della feniletilammina (ormoni responsabili dell’euforia, ricompensa, serenità). Volete rinunciare a simili brividi? No, e allora sperimentare è d’obbligo!

Vino e musica: come si impara ad abbinare?

ph credits Rovij Tourism

I consigli pratici per non sbagliarsi nell’abbinamento di musica e vino sono principalmente quattro! Innanzitutto scegli vino e musica dello stesso continente se non vuoi rischiare troppo, meglio ancora stesso paese. Questa scelta rafforza la tradizione e la sensazione di essere in quel luogo. Inizia con ovvi abbinamenti, come ballare Tango con vino rosso dall’Argentina o suonare e cantare il Fado abbinandolo a un vino robusto dal Portogallo. Secondo: fidarsi dell’intuito giocando ad abbinare aggettivi che ti trasmette la musica ad aggettivi che abbineresti spontaneamente a un certo tipo di vino, ed agire di conseguenza! Terzo consiglio riguarda l’annata. Ebbene sì, un vino maturo può adattarsi perfettamente alla musica più antica; preferibilmente dello stesso decennio o addirittura dello stesso anno? Un classico è ascoltare Thriller di Michael Jackson mentre si assapora un Bordeaux di alta qualità del magico 1982. Ultima e più rischiosa di tutti: la legge dei contrasti. Come in amore anche nel vino, non è detto che le similitudini facciano scivolare il rapporto verso un obiettivo comune. A volte le differenze uniscono ancora di più come una play list hard rock disarmerà facilmente un costoso Champagne Vintage!

Ad ogni genere il suo calice: quattro abbinamenti perfetti

Partiamo dal frizzante che incontra il frizzante, mischiando alla voce Jazz di Ella Fitzgerald, un Prosecco Chloe sofisticato dalle bolle fini, note di pesca, mela e fiori bianchi molto vivaci, un finale agrumato. Spostandoci in Italia, non si può non citare il cantautorato come genere e De Andrè come portavoce che nella “Città vecchia” canta: ci sarà allegria anche in agonia col vino forte, a cui è doveroso affiancare un rosso asciutto, il Golfo del Tigullio rosso. Un album Funk interessante dal titolo Black Messiah di D’angelo, invece, trova nel Primitivo un naturale compagno. Infine, ci salutiamo con la sposa del vino per eccellenza: la musica classica. Se non ci si vuole sbagliare: Napa Valley Cabernet Sauvignon, corposo, ricco e opulento come Mozart. Un tripudio di armonie perfetto. E allora che aspettate? Stappiamo questa bottiglia e via con le danze!

 

 

 

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