Le famiglie del vino: La famiglia Boscaini

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L’azienda agricola della famiglia Boscaini si trova nella zona classica e storica della Valpolicella, in una piccola valle particolarmente vocata alla coltivazione della vite, una meravigliosa conca che toglie il fiato per i colori, i profumi e i suoi saliscendi. La sua storia fonda le radici nella metà del novecento, quando il signor Carlo, utilizzando vigne in affitto, iniziò a vinificarne i frutti. L’azienda porta proprio il nome di quel nonno che lavorò con passione e dedizione nei suoi vigneti e in cantina per oltre 50 anni. Carlo, nel 1948, riuscì poi ad acquistare l’attuale azienda, che oggi si estende su una superficie di 14 ettari. Con il figlio Arturo Ernesto, quindi, si occupò con cura e passione della produzione di uva e della sua trasformazione in vino. A dargli una mano fu, appunto, prima il figlio e oggi i nipoti Carlo e Mario, che proseguono l’attività del nonno, fondendo l’antica arte acquisita con nuove tecnologie e lavorazioni all’avanguardia, sia nei vigneti che in cantina.

Noi di Biancovino abbiamo avuto il piacere di intervistare il signor Carlo Boscaini, nipote del celebre patriarca.

Ph. credit. Boscaini Carlo

La terra

La Valpolicella o Val Polis Cellae è, a ragione, considerata la “valle delle molte cantine”, territorio antico per le viti e la produzione di vino. Si trova a nord di Verona e il suo territorio è attorniato dal Lago di Garda e dai Monti Lessini, che lo proteggono. In particolare, l’azienda Boscaini Carlo è adagiata nella piccola conca della Valle della Sengia, a Sant’Ambrogio di Valpolicella. Appena sopra, si trova San Giorgio Ingannapoltron, un bellissimo borgo dal nome curioso, che si affaccia sui vigneti Boscaini: posizionato su un’altura, un tempo era raggiungibile solo a piedi. Chi partiva dal basso e non era esperto della zona veniva sempre ingannato dall’occhio, che faceva apparire le distanze molto più corte e affrontabili. Invece per raggiungere il borgo ci si imbatteva in un cammino lungo e faticoso. Ecco la ragione del nome… “inganna il poltrone”!

Ph. credits Boscaini Carlo


La filosofia

La Boscaini Carlo si distingue per una sua filosofia: i vigneti sono coltivati con sistemi integrati, con il minimo uso di prodotti chimici, e la potatura e la vendemmia sono fatte a mano da personale altamente specializzato. Nella Cantina Boscaini Carlo si producono circa 60.000 bottiglie con l’uva dei vigneti, in maniera tradizionale ma con attrezzature moderne ed il minimo uso di additivi chimici. I vini, infine, sono imbottigliati in azienda da una ditta specializzata. L’uva è eccellente e, come dice Carlo, non va fatto altro che spremerla e cercare di non rovinarla. 

Ph. credits. Boscaini Carlo


L’era della modernizzazione

Dal 1990 al 1996 sono stati attuati degli importanti investimenti tesi ad aggiornare e ammodernare i vigneti nei sistemi di coltivazione, nelle varietà, nei sesti d’impianto e ad attrezzare i vigneti con un impianto di irrigazione a goccia. I vini Boscaini sono il risultato della semplice pigiatura e della conservazione dei frutti di questo meraviglioso posto.

Ph. credits. Boscaini Carlo

L’intervista a Carlo Boscaini

1 – Quale vino in tutti questi anni vi ha dato più soddisfazioni? 

Sicuramente il Valpolicella Ripasso Superiore DOC classico “Zane” ci ha dato grandi soddisfazioni sia in termini di business che di immagine. Questo vino si ottiene dalla mescolanza di uve corvina, corvinone e rondinella, e viene realizzato con il metodo antico del ripasso sulle vinacce dell’amarone. Una tecnica particolare, di cui siamo diventati esperti.

2- Una cosa che invidia a un’altra azienda e una cosa che sicuramente le altre aziende invidiano a voi

Invidio la storia, la dinamicità, la lungimiranza ed il successo della azienda MASI.

Cosa ci invidiano, invece, le altre aziende? Credo che le altre aziende ci invidino la posizione. Abbiamo un unico corpo aziendale in una piccola conca. Una bella valle proprio sotto un bellissimo paesino, San Giorgio Ingannapoltron. Abbiamo spesso ospiti e visitatori che passano a conoscere la nostra cantina e i nostri vini: ci piace far vedere loro cosa facciamo e come lo facciamo e ci piace parlare delle persone che hanno fatto grande questi territori. Se fossimo diversamente strutturati ci perderemmo questa dimensione umana.

3- Qual è il brindisi più importante fatto finora nella vostra vita? 

Era il 2000. In quell’anno si concluse il nostro acquisto dei terreni nella zona chiamata Zane. Da lì abbiamo cominciato a produrre il nostro Valpolicella Ripasso.

4- Qual è il primo ricordo legato al vino?

Il primo ricordo riguarda mio padre, io avevo più o meno 6 anni e, insieme a mio fratello, mi portava in cantina perché lo aiutassi a pigiare l’uva. Il nostro compito era quello di passargli le cassette, ma ricordo esattamente la sensazione che mi dava quel semplice gesto: mi sentivo importante e utile. Ho capito successivamente che quella sensazione mi ha portato sulla mia strada.

5- Una curiosità o aneddoto che non ha mai raccontato a nessuno, ma solo a noi 🙂

Abbiamo prodotto per un certo tempo un vino bianco… Purtroppo non abbiamo più bottiglie di quel vino. Lo chiamavamo Biancara, non piaceva e abbiamo smesso. Con il senno di poi avremmo perseverato, perché oggi gli orange wine sono vini di grande successo.

 

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