5 tappe enogastronomiche in Lombardia

Non avete ancora programmato le vostre vacanze e sognate luoghi belli dove rilassarvi e mangiare e bere bene. Queste sono le ferie perfette, è vero. Non bisogna per forza andare lontano, prendere un aereo per trovare ciò che cercate. Un tour “casalingo” è quello che fa al caso vostro. 

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La Lombardia è la grande terra del buon vino e del buon cibo. Grazie alla sua estensione le zone Doc sono tante e altrettanti sono i vini prodotti, molto diversi tra loro. Si va dall’Oltrepò Pavese alla Franciacorta, dalle zone moreniche attorno al Lago di Garda fino ai meravigliosi territori della Valtellina. In queste aree vino e prelibatezze gastronomiche si incontrano per dar vita a percorsi indimenticabili tra profumi, sapori e bellezza. La viticoltura lombarda ha origine grazie alle popolazioni retiche che impararono dagli Etruschi le tecniche di vinificazione, per poi perfezionarle con l’arrivo dei Romani. Ecco i nostri consigli per avventurarsi in 5 percorsi davvero unici.

5 tappe enogastronomiche in Lombardia: la Valtellina

Ph. credits callmewine

La Valtellina è una regione alpina che fa letteralmente da corona alla Lombardia. Tirano, Bormio, Livigno, Morbegno, Teglio e Grosio sono alcune delle località più famose in cui gustare i piatti tipici del luogo e bere del vino di altissima qualità. La Strada dei vini attraversa la Valtellina e la Valchiavenna toccando i luoghi della produzione di vini rossi rinomati, tra testimonianze storiche e culturali come incisioni rupestri, castelli, palazzi e santuari.

L’area è divisa in cinque zone geografiche vinicole (Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno, Baruffini) che possono essere visitate anche in bicicletta o a piedi. La maggior parte dei vini locali sono ottenuti da uve Nebbiolo, un vitigno dalla maturazione tardiva che a livello locale è chiamato Chiavennasca e viene considerato un vitigno autoctono. Indimenticabili vini rossi di queste zone sono lo Sforzato di Valtellina DOCG, detto anche “sfursat”, e Valtellina Superiore DOCG, che può avere anche le denominazioni di cinque sottozone di produzione: l’Inferno, il Grumello, il Sassella, il Maroggia e il Valgella. E poi c’è il cibo, fiore all’occhiello della zona: i Pizzoccheri, gli “Sciatt”, a polenta taragna, la bresaola, il Bitto (formaggio a denominazione di origine protetta) le mele e i frutti del sottobosco.

5 tappe enogastronomiche in Lombardia: la Franciacorta

Ph. credits Brescia Tourism

La Franciacorta è la zona collinare situata tra Brescia e la parte meridionale del lago d’Iseo, delimitata dal Monte Orfano, il Monte Alto e i fiumi Mella e Oglio. Qui potrete trovare un percorso del vino e del cibo davvero unico, che vi porterà a esplorare borghi medievali, torri e castelli, ville patrizie, palazzi cinquecenteschi, campagne, filari e cantine centenarie. Fra le mete da visitare c’è certamente il Convento dell’Annunciata di Rovato con l’Annunciazione di Gerolamo Romanino e l’Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano, uno dei più grandi complessi monastici d’Italia. E per chi ama una full immersion nella natura c’è la Riserva naturale delle Torbiere del Sebino, con il Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa.

Queste terre, fin dai tempi dei romani, sono state votate alla viticoltura e con il tempo sono diventate patria dello spumante. Famosi e prelibati i vini: Franciacorta, il Franciacorta Satèn, il Franciacorta Rosé, il Millesimato e il Riserva. Ci sono poi i fermi, come il Curtefranca DOC, sia bianco che rosso, e il Sebino IGT. Tra i piatti tipici, i casonsei, una pasta ripiena con carne, grana padano ed erbe aromatiche. Manzo all’olio, la tinca al forno, con polenta oppure la trippa, uno dei piatti tipici della tradizione culinaria lombarda. Ma anche il Taleggio DOP, l’olio extravergine di oliva Laghi Lombardi e la Robiola bresciana.

5 tappe enogastronomiche in Lombardia: l’Oltrepo’ pavese

L’Oltrepò Pavese è l’area della provincia di Pavia, a sud del fiume Po e al confine con il Piemonte e l’Emilia-Romagna. Il suo particolare territorio vanta una superficie di quasi 100 mila ettari, con paesaggi sempre diversi tra pianure, colline e montagne. La zona collinare, che non supera i 300 metri di altitudine, vanta un clima fresco d’estate e mai rigido d’inverno, che l’ha resa perfetta per la produzione di uva. La viticoltura dell’Oltrepò è già famosa e ampiamente citata dagli autori classici greci e romani, come Plinio il Vecchio e Strabonio. Su questo magnifico percorso si incontrano, poi, delle perle di storia e architettura come Varzi o Fortunago, borgo medievale tra i più belli d’Italia.

Sono ben 36 i vini Doc della zona, principalmente da uve Croatina, Barbera per i rossi, e Riesling e Moscato per i bianchi. C’è anche l’ottimo Oltrepò Spumante Metodo Classico Docg, prodotto con uve Pinot nero, Pinot grigio, Pinot bianco e Chardonnay. Da queste zone arriva ben il 75% della produzione di tutto il Pinot Nero d’Italia. Qui nascono poi la Bonarda, il Gutturnio, il Moscato e il Buttafuoco. Questa meravigliosa produzione è possibile degustarla in luoghi incantati come il Castello di Luzzano, l’enoteca Regionale di Cassino Po e le Cantine dei Fratelli Agnes. E per quanto riguarda le prelibatezze enogastronomiche del territorio? La cucina tradizionale predilige la carne. Famoso è il Salame di Varzi DOP che nasce quasi duemila anni fa, così i Longobardi trovarono la soluzione al loro bisogno di conservare il cibo durante i loro spostamenti, quando il clima rigido non offriva alternative di caccia. La sua unicità la deve al fatto che viene prodotto usando tutte le parti del maiale, anche quelle “nobili” che altrove diventano prosciutti o vengono consumate fresche.

5 tappe enogastronomiche in Lombardia: Valli Varesine

Ph. credits civiltadelbere

Questo percorso interessa la zona montuosa della provincia di Varese, e in particolare la Valceresio, la Valcuvia, la Valganna, la Valmarchirolo e le Valli del Luinese. Le Valli Varesine occupano un territorio molto ampio, arrivando a toccare il lungolago del Maggiore. La bellezza di questo territorio è data non solo dal vino ma anche dalle sue ricchezze culturali, storiche e artistiche. Tra queste l’Eremo di Santa Caterina e del Lago Maggiore, il Parco Regionale Campo dei Fiori, il Chiostro di Voltorre, l’Isolino Virginia, Arcumeggia, Boarezzo, la Badia di San Gemolo, Il Maglio di Ghirla, Il Parco dell’Argentera e il Lago Ceresio, ma la lista è lunghissima.

Qui il vino che si può gustare è il Ronchi Varesini IGT, mentre tra i prodotti e i piatti tipici che si annoverano ci sono la Formaggella del Luinese a marchio DOP, il miele varesino d’acacia, i salamini di capra, il capretto arrosto, il bollito, il brasato, il bruscitt, un particolare stufato di carne, la polenta concia e quella rustida,  i filetti di persico fritti al burro e il pancotto.

5 tappe enogastronomiche in Lombardia: il lago di Como

Ph. credits hotelposta

Il lago di Como, o Lagh de Comm in lombardo, è anche chiamato Lario. Questo lago prealpino di origine fluvioglaciale si mostra, senza mezzi termini, in tutta la sua bellezza e ovunque lo si visiti. Acque trasparenti e montagne imponenti fanno da cornice. Qui, tra villaggi pittoreschi e vigneti rigogliosi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Immancabile la visita ai villaggi di Laglio, Moltrasio e Cernobbio in bicicletta, da abbinare ad una gita tra i vigneti del Merlot. E’ anche possibile attraversare il confine tra Italia e Svizzera per ammirare le viste mozzafiato sul lago. Infatti questa è la terra promessa del trekking, oltre che del vino e dell’ottimo cibo.

Meno produttiva delle vicine terre valtellinesi in termini di vino, l’area del lago di Como vanta comunque un marchio IGT denominato ‘Terre Lariane’. La produzione, più di nicchia, comprende vini autoctoni come il Sorsasso Bianco, rosso e rosato, o il rinomato Domasino bianco, di Domaso. Qui si trovano due rinomate aziende vinicole, l’ Azienda Agricola Sorsasso e l’Azienda Agricola Cantina Angelinetta, due piccole realtà a conduzione familiare, che lavorano alla valorizzazione delle eccellenze del Lago di Como e il suo vino. Le specialità gastronomiche, invece, sono: il risotto al pesce persico, i formaggi locali e le marmellate di accompagnamento, la polenta, il pesce di lago, come per esempio l’antico piatto chiamato Missoltino, una speciale preparazione dell’agone.

Lo sappiamo, adesso avete l’imbarazzo della scelta letteralmente. Ma chi ha detto che dovete scegliere? L’estate è lunga e potrete toccare tutte e cinque queste tappe per scoprire che la bellezza (e la bontà) è davvero dietro l’angolo. Basta avere scarpe comode e molta fame!

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