Ao Yun, il vino sopra le nuvole

Dal Tibet con furore, arriva anche in Occidente la prestigiosa etichetta asiatica. Ao Yun è l’ultimo nato tra i vini prodotti da Lvmh, la multinazionale parigina proprietaria di oltre settanta marchi del mondo della moda, del vino e degli alberghi di lusso. La holding francese è riuscita a valorizzare prodotti come Cheval Blanc e Dom Perignon, ma forse la strada classica, dopo un po’ stanca. Così ha deciso di creare un nuovo brand, unico e anche raro: il vino delle alte vette del Tibet.

Dalle vette alle tavole

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ph Credits: CityLightsNews

Ao Yun cresce tra i 2200 e i 2600 metri d’altezza, dall’unione di Cabernet sauvignon e Cabernet franc. Ci troviamo nella regione dello Yunnan, alle pendici di monti patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, i Meili Xue Shan. Le caratteristiche climatiche della zona, rendono il territorio simile alla regione francese di Bordeaux, con però la protezione offerta dalle cime che riparano i vigneti dai monsoni e forniscono quella pendenza perfetta per avere la giusta intensità di raggi solari.

Ao Yun significa “volare sopra le nuvole” ed è proprio lì che si produce dal 2013. Ciò implica grosse difficoltà nella produzione di questo vino, che si traduce in prezzi che talvolta vengono definiti folli. Considerando che la cantina dove lavorare le uve è collocata a quattro ore dai vigneti e che i trasporti avvengono a piedi o con l’ausilio di muli, non è difficile immaginarsi una ripercussione sul costo finale. Stiamo parlando di un vino raro, che è riuscito a stupire anche John Stimpfing di Decanter che ha assegnato 94 punti su 100 al blend.

Ao Yun: tra complessità ed equilibrio

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ph. Credits bonhommeparis.com

Al naso risulta essere un vino complesso con sentori di cannella, liquirizia e frutti rossi; al palato è equilibrato e raffinato. Piccante, saporito, presenta una fattura pulita, senza nessuna sbavatura. Consigliato è l’abbinamento alle preparazioni a base di carne, perfetto se degustato con dell’agnello. Ao Yun è sicuramente un vino al centro di molti dibattiti, ma ha messo in discussione quella che è la visione globale dei vini cinesi. Un fattore che, invece, non può essere messo in discussione è la tradizione legata a questo prodotto. I contadini locali coltivano queste terre da secoli, modernizzando e adattando le tecniche alla conformità del terreno.

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ph. Credits lvmh.it

Un vino secondo antica tradizione

La raccolta e la vinificazione sono dei processi che ancora oggi vengono svolti manualmente, come tramanda la storia del posto. Centoventi famiglie provenienti dall’Himalaya si sono riunite nel nome di Ao Yun. Il progetto del “vino tra le nuvole” è guidato dall’enologo francese Maxence Dulou, che qui riveste il ruolo di responsabile della viticoltura e della vinificazione. Una vera e propria missione quella che ha intrapreso: adattarsi a quelle condizioni territoriali e climatiche non deve essere stata una passeggiata, ma può vantarsi di aver dato vita ad una nuova frontiera della vinificazione.

È una scommessa, sicuramente, ma una di quelle che da soddisfazioni. Vedere svilupparsi un progetto di questo tipo, in un territorio che mai nessuno avrebbe considerato, con questi risultati, non può che essere un successo, anzi, un “volo sopra le nuvole”.

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