Nel Montalcino l’arte è in cantina!

Montalcino: arte e vino

Dall’arte Rinascimentale al vino il passo è davvero breve: voliamo nella zona di Montalcino, dove scopriremo la prima cantina-museo che non soddisfa solo il palato, ma anche la vista e l’amore per l’arte. Siete pronti a scoprire questo luogo eccezionale “made in Italy“? Partiamo!

La Cantina-Museo di Montalcino: benvenuti ad Argiano

ph. credits Io Donna

Sui colli senesi battuti dal sole, dove i filari crescono rigogliosi e carichi di frutti, sorge la tenuta nobiliare di Argiano. Con un’estensione di quattromila metri quadri e ben 125 ettari di terreno, questa proprietà si presenta come la regina dei colli di Montalcino: il podere, infatti, ha ospitato nei secoli famiglie prestigiose della nobiltà toscana.

Villa Bell’Aria, centro della tenuta, è un’opera rinascimentale che risale al 1581 e che, di per sé, costituisce un gioiello artistico senza precedenti. Distaccata completamente dallo stile medievale dei poderi toscani, fu finanziata dalla famiglia Pecci e presto divenne famosa in tutto il mondo per i suoi vigneti. Ovviamente, non si parla solo di palato: infatti, a fine ‘800, la villa si trasformò in un salotto letterario di prestigio, grazie alla lungimiranza di Ersilia Caetani Lovatelli.

Forse questo nome non vi suona familiare, ma possiamo dirvi che è la prima donna ad avere accesso all’Accademia dei Lincei e, proprio grazie al suo amore per la letteratura, personalità come Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio hanno varcato la soglia di quella che oggi è un capolavoro sotto tutti i punti di vista.

Ma oggi, chi possiede questa straordinaria proprietà dalle origini antiche e intrise di cultura? Andrè Esteves. Non resta che conoscerlo.

Cantina-Museo Montalcino: quando l’amore per l’Italia diventa arte

ph. credits Io Donna

Finanziere brasiliano innamorato dell’Italia e con la passione per l’arte, Andrè Esteves acquista la tenuta nel 2012. Da allora, con la moglie restauratrice, la rimette a nuovo rispettando la tradizione ma, ovviamente, il suo progetto non si ferma qui: essendo un collezionista appassionato, decide di far “tornare a casa” tutte quelle opere rinascimentali che hanno “abitato” la zona. Ecco come nasce un progetto straordinario che rispetta l’arte e risalta la natura circostante, senza trascurare la produzione di vino.

Ad oggi, Argiano è la prima tenuta plastic free di Montalcino, dove le plastiche usa e getta sono completamente bandite. La produzione, poi, offre vini eccezionali come il celebre Brunello e il Rosso di Montalcino, degustabili nelle varie cantine restaurate che fanno parte dello splendido resort all’interno della villa. Insomma, un successo guidato dall’amore per l’arte, dall’attenzione al territorio e, ovviamente, dalla passione per il vino d’eccellenza. A proposito di arte, sbirciamo alcune delle opere custodite in questo “paese delle Meraviglie”.

Cantina-Museo Montalcino: dal vino alla tela

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La collezione è un inno alla scuola senese e comprende 39 tele dal valore di quasi 20 milioni di euro ciascuna. Fra queste possiamo trovare il Cristo Portacroce di Giorgio Vasari, oltre a un Trittico di Andrea della Robbia, insieme a opere di Lorenzetti e del Sassetta.

Proprio riguardo al Cristo Portacroce, ci sono diversi dettagli interessanti. Per esempio, l’opera non è mai stata esposta al pubblico prima del 2019, quando fece la sua comparsa alla Galleria Corsini di Roma. Prima di quel momento, passò di compratore in compratore sempre per via privata, quindi era possibile ammirarlo solo nelle magioni dei ricchi proprietari.

Un altro aspetto intrigante di questa tela è il fatto che Vasari la consegnò finita al committente (Bindo Altoviti, un banchiere dell’epoca) proprio nel 1553, nel pieno della Guerra di Siena. Quel Cristo che porta la croce con fatica, ritratto in primo piano, è simbolo del sacrificio e quindi un forte richiamo a quegli anni di scontri e sofferenza.

Non vogliamo anticiparvi troppo sulla collezione e su tutte le bellezze che potete ammirare a Villa Bell’Aria, perché speriamo che possiate gustarvele con i vostri occhi e, diciamolo, anche un po’ con il palato.

Ecco, vi abbiamo suggerito un’altra voce da inserire nella vostra To do list. Un posto da visitare per respirare profumo di vino e di arte.

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