Il futuro del vino: le tendenze per il 2021

Arrivati (finalmente) alla fine di questo (luuuuungo) anno, è giunto il momento di trarre le conclusioni: dopo le sfide messe in atto dalla Brexit, l’incertezza delle esportazioni dovuta alla questione dazi con gli USA, la drastica riduzione dei consumi e delle vendite causa pandemia, possiamo affermare, con sicurezza, che questo non sia stato uno degli anni migliori per il mondo del vino. Ma, nonostante i tempi duri, il comparto vinicolo dimostra resilienza e volontà di sorprendere e soddisfare i fedelissimi consumatori che hanno sete di novità, oltre che di vino.

Quali saranno le tendenze del settore enologico per il 2021? Scopriamolo insieme!

La parola d’ordine è “Sostenibile”

Ph. credits Diario agroempresario

Chi di voi, nell’ultimo anno, afferma di non aver sentito pronunciare almeno una volta la parola “sostenibilità” in relazione al mondo del vino è un bugiardo, o forse ha solo il timore di dire che non ha capito bene di cosa si tratti. Volendola riassumere in parole semplici un vino sostenibile è un vino che viene prodotto adottando tecniche e misure che consentono di minimizzare il proprio impatto sull’ambiente, ma che siano anche rispettose dei diritti sociali degli individui e consentano all’azienda una solidità economica per sé e per i propri lavoratori.

Insomma, un approccio che consenta uno sviluppo “economicamente solido, ecologicamente sano e socialmente equo” è quello che il consumatore moderno, sempre più attento alle tematiche ambientali e sociali, cerca nei vini di domani.

Sulla linea del green: Biologico e biodinamico

Ph. credits cittadini ecologisti

Le cantine dei consumatori di vino sono sempre più “green” e a cavalcare l’onda del successo vediamo affermarsi sempre di più i produttori dei vini biologici e biodinamici che negli ultimi anni hanno affinato le tecniche di produzione, regalando al grande pubblico dei prodotti unici e sempre più apprezzati. Questi vini, prodotti secondo tecniche che consentono di limitare o eliminare l’utilizzo della chimica di sintesi, fanno sempre più gola ai bevitori alla ricerca continua di prodotti più “genuini”.

La corsa del Prosecco

Ph. credits Corina Rainer on Unsplash

Guardando dallo specchietto retrovisore il cugino francese Champagne, il Prosecco prosegue la sua corsa al successo, confermandosi vino più venduto al mondo.

Grazie alla sua facilità di bevuta e al suo prezzo competitivo, pare che questa eccellenza tutta italiana, molto amata soprattutto dai millennials, sarà la più stappata anche l’anno prossimo. Sarà forse merito anche della novità che riguarda questo vino? Per chi non lo sapesse infatti, in piena pandemia è stata ufficializzata la nascita della DOC Prosecco Rosé, che vedrà quindi, a fianco della classica bolla, una versione del Glera tradizionale colorato dalla presenza di Pinot Nero.

No e low-alcohol wines

Ph. credits Kelsey Knight on Unsplash

È da un po’ ormai che si sente parlare di questi vini senza o a basso contenuto alcolico, e pare che l’interesse nei loro confronti stia aumentando esponenzialmente tanto nei Paesi del Nuovo Mondo quanto, con una certa sorpresa, anche in quelli europei. Ma come mai? A quanto pare le nuove generazioni sono più attente agli aspetti salutistici di ciò che mangiano o bevono e questi vini vengono percepiti come più salutari. Berli sarà un po’ come avere “la botte piena e la moglie ubriaca”, ma al contrario!

Che vi piaccia seguire le tendenze oppure no, il nostro consiglio è uno solo: bevete e bevete bene!

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