Amundsen Expedition, la vodka che conquista

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1911 – L’esploratore norvegese Roald Amundsen arriva al Polo Sud e, alla guida della prima spedizione a compiere l’impresa, conquista l’Antartide.

2021 – Noi, esploratori di gusti ed esperienze sensoriali straordinari, raggiungiamo una vetta del piacere assaggiando la Vodka Amundsen Expedition. Una conquista per chi ama la vodka e non si ferma mai alla prima che capita!

Vodka Amundsen | La forma estetica di un’impresa

La dedica a una figura leggendaria come l’esploratore norvegese non trapela solo dal nome ma anche dal packaging di questa vodka. Una bottiglia che è una piccola opera di design che riporta a Roald Amundsen e alla sua spedizione. Un blocco di ghiaccio trasparente con riflessi azzurri come quelli del ghiaccio di quei luoghi, delle lande desolate e affascinanti che il norvegese toccò nel 1911. Sul lato della bottiglia l’incisione “Expedition 1911” conferma il riferimento all’evento che fece storia e sul fronte “South Pole 90’s” indica il punto più a sud del mondo.

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L’aspetto essenziale, squadrato della bottiglia riesce in qualche modo a portarci lì con la mente. A quelle temperature glaciali, a quell’atmosfera ovattata e a raccontarci una storia che a distanza di oltre un secolo mantiene intatta la sua magia.

Vodka Amundsen | Il gusto dell’unicità

Per comprendere a pieno la forza di questa vodka bisogna provarla. Stock Italia con la sua Amundsen Expedition propone una vodka all’altezza del nome che porta, la stessa grinta e determinazioni dell’esploratore autore dell’impresa più straordinaria del XX secolo. Si caratterizza per una selezione di ingredienti di altissima qualità: è una vodka di grano con acqua cristallina e incontaminata. Prodotta in Polonia seguendo un processo lento (1/3 più lento delle altre vodka lisce) che prevede una filtrazione al di sotto di 0 gradi Celsius e sei distillazioni.

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Difficile dimenticare le sensazioni che arrivano al naso e in bocca: note olfattive speziate e un gusto di erbe e note di nocciola. Questo mix le conferisce un carattere inconfondibile, perché è al tempo stesso morbida e avvolgente e dal carattere forte. Liscia, ghiacciata o come base per cocktail: tre versioni di un’esperienza unica.

Vodka Amundsen | Successi e gloria

Amundsen è un nome destinato a grandi traguardi, a incredibili vittorie e altrettante medaglie. E infatti la vodka Amundsen Expedition ha ottenuto degli importanti riconoscimenti, tra cui la recentissima medaglia d’argento ai World Spirits Awards 2021 nella categoria “Vodka Liscia Polacca” e la medaglia d’oro a The Vodka Masters 2020. Numerosi premi anche per il design, che grazie alla bottiglia riesce a dare forma a una storia incredibile.

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E allora, non ci resta che provare Amundsen Expedition nella versione che più preferiamo e anche la nostra sarà un’esperienza unica come quella di Roald!

Azienda Agricola Valdamonte, fiore dell’Oltrepò

Dai Fiori può nascere dell’ottimo vino. Sembrerà un pensiero delirante ma se Fiori è il cognome di una famiglia che da oltre un secolo dedica la sua vita alla terra, tutto prende una forma diversa. Siamo nell’Oltrepò Pavese e tra filari e cantina, tra prodotti tipici del territorio e cucina tradizionale si sviluppa la storia dell’Azienda Agricola Valdamonte.

Un angolo di pace e di ristoro per la mente e per il corpo a Santa Maria della Versa, in provincia di Pavia. Scopriamolo insieme attraverso il racconto e le immagini e, appena sarà possibile, andiamo a viverlo di persona.

Azienda Agricola Valdamonte: una storia di famiglia

azienda-valdamonte-uva-territorioLa storia dell’azienda inizia nel ‘900 e si lega fin da subito alla famiglia Fiori. Quello che cambia nel corso degli anni sarà solo il “capofamiglia” e quindi chi prenderà le redini della gestione di questa realtà. Oggi il nome è quello di Alberto, giovane enologo alla guida dell’azienda, che dal 2009 dà il via alla vinificazione di proprie uve e alla produzione di propri vini. Valdamonte si estende per 21 ettari, di cui 15 destinati alla coltivazione di vigneti nei comuni di Santa Maria della Versa e Rovescala, in Valle Versa.

Cambia la figura guida dell’azienda ma non la filosofia e l’amore per questo territorio. La cura della terra, dei vigneti nelle varie fasi dell’anno è un punto di forza del lavoro di Alberto e della sua famiglia. Durante la vendemmia si presta particolare attenzione alla raccolta dei grappoli che in un intervallo di tempo molto breve vengono portati in cantina. L’obiettivo è rispettare l’integrità degli acini ed evitare fermentazioni inopportune.

Dalla vigna al bicchiere: i vini dell’Azienda Agricola Valdamonte

vini-azienda-agricola-valdamonteLa cantina vanta un’interessante selezione di bottiglie. A cominciare dai due vini più rappresentativi dell’azienda: 347 Bianco e 347 Rosso. Il primo nasce da un uvaggio di riesling renano raccolto a maturità fenolica e chardonnay raccolto in sovramaturazione. Il risultato è un bianco che riesce a unire freschezza e rotondità conferite dai due vitigni in un equilibrio perfetto. E’ un vino facile da amare e anche a tavola si mostra molto versatile: si sposa bene con formaggi stagionati e riesce ad esaltare piatti a base di pesce. La versione rossa del 347 è un blend di barbera e croatina. Si rivela di grande personalità, denso e intrigante con le sue note balsamiche. Un vino che unisce e che convince per l’ottimo rapporto qualità-prezzo (ha già collezionato numerosi riconoscimenti).

In cantina troviamo anche il Pinot Nero, un vino frizzante ottenuto dalla vinificazione in bianco di pinot nero in purezza, e un grande classico ovvero la Bonarda dell’Oltrepò Pavese, una bottiglia che rappresenta bene la tradizione vitivinicola di queste colline. Interessanti sono poi gli omaggi a figure speciali della famiglia Fiori, come Il Colonnello: blend di croatina e barbera, dedicato all’avo Luigi Fiori, colonnello del Regio Esercito negli anni immediatamente successivi all’unità d’Italia. C’è la Bonarda Novecento che fa parte del progetto Bonarda sviluppato dal Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese e vuole celebrare nonno Ezio, che è simbolo di sacrificio e dei valori genuini e sinceri di quel secolo.

Dalla cantina alla tavola: degustazioni ed esperienze sensoriali

azienda-valdamonte-agriturismoIl vino non è però il solo protagonista in casa Fiori. La valorizzazione del territorio, che nel vino ha grande espressione, passa anche per la tavola. Anche la cucina della tradizione è fondamentale per conoscere e apprezzare un territorio. E l’Oltrepò Pavese può essere raccontato anche attraverso  la forchetta, oltre che il calice.

Per far vivere un’esperienza completa agli appassionati di vino e a chi ama girovagare per l’Italia alla ricerca di posti e territori da scoprire, nasce nel 2017 anche l’Agriturismo gestito da Carola, moglie di Alberto. Per una conoscenza più approfondita dei vini dell’azienda l’abbinamento con piatti della cucina tradizionale diventa prezioso, oltre che molto piacevole. Soprattutto quando in cucina c’è chi ha grande attenzione per la stagionalità degli ingredienti (e quindi delle proposte in menù) e la qualità delle materie prime. I prodotti vengono selezionati con massima cura dai proprietari presso aziende artigiane del territorio.

azienda-valdamonte-vignaPer qualcosa di un po’ più dinamico e frizzante la proposta dell’azienda è il pic-nic in vigna. Una passeggiata tra i filari, magari al tramonto, per godere del paesaggio e della natura che incantano. Voi dovrete solo pensare a rilassarvi e godervi il momento, della location e del cestino con vino e sfiziose preparazioni se ne occuperanno i padroni di casa.

Insomma una vera boccata di aria pulita tra le stupende colline dell’Oltrepò Pavese!

I 5 vini per le feste natalizie

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Va bene, saremo in pochi a tavola quest’anno ma non per questo avremo meno voglia di festeggiare il Natale. Pochi commensali ma buoni e buono, anzi no, perfetto deve anche essere il vino scelto per accompagnare i nostri pranzi intimi ma non troppo sobri. Con chi trascorrere le feste lo decidete voi, ma noi possiamo darvi qualche suggerimento su cinque vini da scegliere per brindare durante le feste natalizie.

Il vino della vigilia di Natale

Il 24 si aprono le danze a tavola. Proviamo a non esagerare quest’anno, quindi giusto qualche fritto per far venire l’appetito: verdure, pesce, si sa che fritto è tutto buono. Ma se la cena della vigilia è a base di pesce, allora va stappato un vino che ci introduca con eleganza e leggerezza al piatto e anche alle intense giornate tra pranzi e cene natalizi. Il prescelto è un Soave, asciutto ed equilibrato, estremamente delicato e profumato. Con il pesce (e con il fritto) si sposa bene, ammorbidendo un po’ i sapori più intensi e alleggerendo quelli più grassi. Insomma con un calice di questo bianco avrete l’illusione che quella frittura davanti a voi sia un piatto light, perfetto per la vostra dieta.

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ph. Credits mangiarebuono.it

Dopo il fritto della vigilia bisogna un attimo ridimensionarsi. Sì, magari un bel brodino, caldo e rassicurante per un pranzo di Natale dai toni tenui. Un’idea, in voga in molte regioni italiane, è di mettere nel menù natalizio il brodo di cappone. Ecco, forse il concetto di leggerezza lo rimandiamo al prossimo anno. Questo è un piatto che riscalda il cuore, un grande classico come in tv “Una poltrona per due”, e allora rispettiamo le tradizioni e beviamoci su. Sì, ma cosa? Un vino che si intoni al Natale, quindi un bel rosso, come un Barbera. Un vino di corpo, intenso e speziato è il perfetto protagonista di un pranzo importante in compagnia del cappone e per un’occasione speciale come il giorno di Natale.

Il vino di Natale

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ph. Credits magazine.misya.info

Ma il 25 dicembre è anche il momento migliore per accendere i riflettori su di lui, il signore del Natale: Mr. Panettone. Lasciate stare la bilancia, alla tradizione non si comanda, come al cuore e alla gola. Una fetta è necessaria per farci immedesimare nell’atmosfera natalizi,a non possiamo – e non vogliamo! – sottrarci. Ma anche in questo caso è bene essere pronti con i calici, perché un vino di accompagnamento ci vuole sempre. Noi ne abbiamo trovato uno affidabile e mai deludente, il Passito. Un grande amico dei dolci, un sorso ricco di certezze, una sorta di comfort wine al momento del dessert. Ha la vivacità e la sapidità giuste per affrontare il mix di burro, zucchero e uova che sono la base del panettone. Dopo questo matrimonio vorreste sempre che fosse Natale!

Il vino per il giorno di Santo Stefano

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ph. Credits tuttoinunacena.com

Il terzo giorno di questa maratona a tavola ci trova sicuramente provati ma mai sazi. Arriviamo al giorno di Santo Stefano con un certo languorino, pensiamo magari a qualcosa di semplice ma gustoso. Si accendono le luci del forno per svelare che sarà lei la star del pranzo: la lasagna. Un must have di ogni festa, un piatto che rassicura, che ci accarezza la gola e ci apre sempre l’appetito. La tavola sarà apparecchiata in modo impeccabile, con orpelli e decorazioni che celebrano il Natale, ma la lasagna ci richiama alla semplicità, alla genuinità di una pietanza che ci riporta sempre alla domenica a casa, in famiglia. Per questo ci vuole un vino sincero, diretto e brioso: scegliamo il Lambrusco per la sua freschezza e apparente leggerezza, per la capacità di ripulire il palato e spingerci verso un altro boccone.

Il vino per Capodanno

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ph. Credits vivaterrabio.it

Chiudiamo in bellezza questa carrellata e anche quest’anno con il menù di Capodanno. Liberi di preparare quello che più vi aggrada, pesce, carne, solo verdure ma alla fine lui non può mancare. Il cotechino è tradizione, anzi no, è un dovere. E, in fondo, senza di lui avremmo la sensazione che la cena di San Silvestro sia incompleta. Perciò, eccolo, accompagnato dalle bolle. Quelle, si sa, stanno bene con tutto ma questa accoppiata risulta particolarmente felice. La carne è estremamente saporita e grassa e un rosso frizzante come il Raboso potrebbe smussare questo carattere deciso del piatto e farcelo apprezzare di più. Anche se è quasi mezzanotte e questa è la quindicesima portata del nostro cenone.

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ph. Credits salonesapori.it

Questa è solo una piccola parte delle preparazioni che potranno animare le nostre tavole durante le feste natalizie. Ma se proprio non vogliamo mai sbagliare con il calice, puntiamo sempre a un Prosecco. Una scelta semplice ma di grande effetto, protagonista di brindisi speciali e quindi un invitato immancabile nelle nostre case in questi giorni. Cin!

Wine Jewels, un Natale con un gioiello di…vino

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Un vino di pregio o magari un gioiello prezioso oppure entrambi in un solo oggetto. Nessun enigma da sciogliere la soluzione si chiama Wine Jewels e può essere anche la svolta per i vostri regali di Natale. Anelli, ciondoli, gemelli in argento e vetro che al’’interno custodiscono qualche goccia di vino. Un’idea originale per chi ama il vino…non solo nel calice. Abbiamo fatto due chiacchiere con l’ideatore del progetto e vi assicuriamo che ci sono “gioie” davvero per tutti i winelovers.

La nascita di Wine Jewels

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L’esperienza di un orafo e la passione di un enoappassionato, così inizia questa storia di gioielli e di vino. L’artefice del progetto Wine Jewels è Nicola Reino, proprietario di Iris Art dove dal 2006 crea e vende gioielli a Siena. Da circa tre anni, poi, ha aggiunto nel suo laboratorio anche la lavorazione di questi piccoli capolavori di argento, vetro e vino, frutto di maestria ed estro. “Facevo un corso sul vetro a Murano e durante quel percorso ho pensato di creare queste piccole ampolle da riempire con il vino”, ci dice Nicola, che ha così valorizzato la semplicità e la lucentezza del vetro arricchendolo con qualche goccia speciale.

Wine Jewels, studio e passione

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Originalità ma anche tanta pazienza, questo il mix di ingredienti che consente di arrivare al successo di una ricetta così elegante e sorprendente: “Creo prima l’ampolla, poi la riempio con il vino scelto e sigillo in modo che non evapori. Al vino – continua Nicola – aggiungiamo dei conservanti per non farlo ossidare”. Il mantenimento del colore originale del vino contenuto all’interno dell’ampolla è uno degli obiettivi primari dell’orafo Nicola. Da appassionato del nettare di Bacco ha le idee chiare sulla selezione dei vini ma qualche suggerimento da chi lavora nel mondo del vino sulla scelta delle sfumature di colore e dello stato di invecchiamento del vino si rivela prezioso. Per le creazioni di Wine Jewels Nicola fa riferimento a cantine che conosce e che gli forniscono il vino richiesto.

La “carta dei vini” di Wine Jewels

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Si fa presto a dire vino, ma quale viene utilizzato per impreziosire i gioielli di Nicola? Anche se non è nel calice e non è destinato a degustazione merita comunque la giusta attenzione. Nelle piccole ampolle c’è sicuramente del vino buono. Nicola ha, infatti, una “carta dei vini” ben precisa per i suoi gioielli: “Abbiamo selezionato quattro vitigni per raccogliere un po’ tutti i colori: il rosso scuro è regalato dal Merlot, il chiaro dal Sangiovese. Una sfumatura ancora più delicata viene dal Sangiovese Rosè e, infine, la brillantezza dello Chardonnay”. Requisito fondamentale è che il vino sia fermo, la varietà cromatica è poi garantita da questo ventaglio di vitigni. Bastano tre gocce di vino per donare colore e per valorizzare ancor più il design delle creazioni dell’orafo senese.

Come scegliere il regalo perfetto

Un regalo perfetto per un Natale sobrio ma che scalda comunque il cuore. Trovare un vino eccellente sotto l’albero è sempre un piacere, ma può essere anche una vera sorpresa se assume una forma diversa come quella pensata per la collezione Wine Jewels. La linea si compone di cinque articoli: anelli, orecchini al lobo, orecchini pendenti, collane e gemelli. E previsto per il prossimo anno anche un nuovo prodotto: in arrivo proprio il giorno di San Valentino anche il bracciale della collezione.

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Sappiamo di avervi risolto il problema “regalo a fidanzata/o, mamma, nonna”. Ma vi state chiedendo come raggiungere Siena e il negozio di Nicola per conquistare il bottino da piazzare sotto l’albero quest’anno. Bene, spegnete i motori e accendete il computer o il vostro smartphone perché online potrete acquistare il gioiello che volete da ogni parte d’Italia. E se quello che desiderate non è lì, tra le proposte, basta chiedere e sarà creato secondo il vostro gusto. Wine Jewels dà infatti la possibilità di personalizzare le creazioni con un vino scelto da voi o, perché no, prodotto da voi.

Insomma un gioiello unico, per un Natale unico.