Limoncello Syramusa, il fascino della tradizione

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Se si tratta di liquori, la vera perfezione può essere raggiunta solo quando l’eccellenza delle materie prime incontra l’esperienza di chi le plasma. Ed è esattamente quello che succede nel caso del Limoncello Syramusa: il connubio tra i limoni siciliani e la sapiente tradizione dell’isola si rivela vincente in questo prodotto orgoglio del Made in Italy.

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La stagione calda è ormai alle porte: che ne dite di un sorso di profumi e di sapori intensi?

Limoncello Syramusa: 100% carattere siciliano

Una crasi nel nome per raccontare in modo semplice e sintetico l’identità di questo Limoncello. Syra è un omaggio alla città in cui viene prodotto, Siracusa, dove nascono i limoni che rappresentano l’inizio di questo viaggio. Musa ha un sapore più evocativo, rimanda al mondo della Magna Grecia, alla grandezza di un patrimonio culturale e storico di cui la città fa parte. C’è in questo richiamo alla grandezza del passato anche la volontà di posizionare il prodotto a un livello premium. Una qualità che, nella filosofia dei produttori, va espressa a partire dal nome e dall’aspetto.

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Il packaging è forse il tocco più caratteristico di questo prodotto. Ogni dettaglio ha un suo valore e un suo significato: dal tappo in legno di Faggio che salvaguarda aroma e sapore originali, al sigillo “Limone di Siracusa IGP”, garanzia di qualità e provenienza degli agrumi, per finire con il design della bottiglia. La forma ricorda quella delle anfore elleniche mentre i colori e i disegni sono quelli della tradizione sicula delle maioliche.

La ricetta segreta della qualità

A volte è l’ingrediente segreto la chiave del successo di una ricetta. Ma non è questo il caso, perché l’ingrediente è il Limone di Siracusa IGP ed è un vanto della produzione. L’Indicazione Geografica Protetta è riservata al “Femminello”, particolare varietà coltivata in un’area protetta e ben delimitata e che prevede una raccolta esclusivamente manuale. Ma sono le caratteristiche di questo limone a definire la personalità del liquore: la buccia molto fine e ricca di oli essenziali si presta alla produzione di un limoncello inconfondibile.
A distinguerlo dagli altri limoncelli è proprio il quantitativo di scorze di limoni impiegate, superiore a qualsiasi altro in commercio. Per un litro di Syramusa sono utilizzate scorze ricavate da 900 gr di scorze di Limoni di Siracusa IGP.

Come gustarlo al meglio?

Il limoncello Syramusa è la conclusione ideale di una cena. La freschezza e l’equilibrio anche nella gradazione alcolica lo rendono ideale da consumare a fine pasto. La moderata dolcezza lo rende sempre piacevole, difficile stancarsi di questa esplosione di profumi e di sapori vivaci ed eleganti. Niente ghiaccio, va bevuto liscio. La giusta temperatura è tra i 4° e i 7°e non va conservato in congelatore, le temperature più basse possono alterarne le caratteristiche organolettiche.

Per i palati giovani e che amano sperimentare, il Limoncello Syramusa è un ottimo compagno di avventure: si presta bene a diventare ingrediente di cocktail a base di limone.

And the winner is… Limoncello Syramusa!

E’ vero che l’importante è partecipare ma il Limoncello Syramusa non si accontenta e infatti ha collezionato anche un bel po’ di vittorie. Proprio quest’anno, infatti, ha ottenuto l’Argento come Best Fruit ai “World Liqueur Awards”: i sentori di lime e il gusto intenso dei limoni hanno un fascino a cui è difficile restare indifferenti.

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Anche durante gli anni precedenti non sono mancati i riconoscimenti! Nel 2019 il Limoncello Syramusa si è perfino aggiudicato il gradino più alto del podio, conquistando l’Oro come miglior liquore alla frutta italiano sempre ai “World Liqueur Awards”. Gli aromi e il bilanciamento perfetto tra dolcezza e nota alcolica sono stati la carta vincente per sbaragliare la concorrenza. E hanno convinto la giuria anche l’anno successivo: nel 2020, infatti, Syramusa porta in Sicilia il secondo oro nella stessa competizione e ottiene anche l’Argento a The Global Spirits Masters che premia l’eccellenza nella produzione degli Spirits.

Syramusa è un Limoncello fuori classe, capace di portare la qualità italiana in giro per il mondo e la tradizione siciliana in tutte le case.

Assaggiatelo!

Amundsen Expedition, la vodka che conquista

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1911 – L’esploratore norvegese Roald Amundsen arriva al Polo Sud e, alla guida della prima spedizione a compiere l’impresa, conquista l’Antartide.

2021 – Noi, esploratori di gusti ed esperienze sensoriali straordinari, raggiungiamo una vetta del piacere assaggiando la Vodka Amundsen Expedition. Una conquista per chi ama la vodka e non si ferma mai alla prima che capita!

Vodka Amundsen | La forma estetica di un’impresa

La dedica a una figura leggendaria come l’esploratore norvegese non trapela solo dal nome ma anche dal packaging di questa vodka. Una bottiglia che è una piccola opera di design che riporta a Roald Amundsen e alla sua spedizione. Un blocco di ghiaccio trasparente con riflessi azzurri come quelli del ghiaccio di quei luoghi, delle lande desolate e affascinanti che il norvegese toccò nel 1911. Sul lato della bottiglia l’incisione “Expedition 1911” conferma il riferimento all’evento che fece storia e sul fronte “South Pole 90’s” indica il punto più a sud del mondo.

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L’aspetto essenziale, squadrato della bottiglia riesce in qualche modo a portarci lì con la mente. A quelle temperature glaciali, a quell’atmosfera ovattata e a raccontarci una storia che a distanza di oltre un secolo mantiene intatta la sua magia.

Vodka Amundsen | Il gusto dell’unicità

Per comprendere a pieno la forza di questa vodka bisogna provarla. Stock Italia con la sua Amundsen Expedition propone una vodka all’altezza del nome che porta, la stessa grinta e determinazioni dell’esploratore autore dell’impresa più straordinaria del XX secolo. Si caratterizza per una selezione di ingredienti di altissima qualità: è una vodka di grano con acqua cristallina e incontaminata. Prodotta in Polonia seguendo un processo lento (1/3 più lento delle altre vodka lisce) che prevede una filtrazione al di sotto di 0 gradi Celsius e sei distillazioni.

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Difficile dimenticare le sensazioni che arrivano al naso e in bocca: note olfattive speziate e un gusto di erbe e note di nocciola. Questo mix le conferisce un carattere inconfondibile, perché è al tempo stesso morbida e avvolgente e dal carattere forte. Liscia, ghiacciata o come base per cocktail: tre versioni di un’esperienza unica.

Vodka Amundsen | Successi e gloria

Amundsen è un nome destinato a grandi traguardi, a incredibili vittorie e altrettante medaglie. E infatti la vodka Amundsen Expedition ha ottenuto degli importanti riconoscimenti, tra cui la recentissima medaglia d’argento ai World Spirits Awards 2021 nella categoria “Vodka Liscia Polacca” e la medaglia d’oro a The Vodka Masters 2020. Numerosi premi anche per il design, che grazie alla bottiglia riesce a dare forma a una storia incredibile.

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E allora, non ci resta che provare Amundsen Expedition nella versione che più preferiamo e anche la nostra sarà un’esperienza unica come quella di Roald!

I 5 vini per le feste natalizie

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Va bene, saremo in pochi a tavola quest’anno ma non per questo avremo meno voglia di festeggiare il Natale. Pochi commensali ma buoni e buono, anzi no, perfetto deve anche essere il vino scelto per accompagnare i nostri pranzi intimi ma non troppo sobri. Con chi trascorrere le feste lo decidete voi, ma noi possiamo darvi qualche suggerimento su cinque vini da scegliere per brindare durante le feste natalizie.

Il vino della vigilia di Natale

Il 24 si aprono le danze a tavola. Proviamo a non esagerare quest’anno, quindi giusto qualche fritto per far venire l’appetito: verdure, pesce, si sa che fritto è tutto buono. Ma se la cena della vigilia è a base di pesce, allora va stappato un vino che ci introduca con eleganza e leggerezza al piatto e anche alle intense giornate tra pranzi e cene natalizi. Il prescelto è un Soave, asciutto ed equilibrato, estremamente delicato e profumato. Con il pesce (e con il fritto) si sposa bene, ammorbidendo un po’ i sapori più intensi e alleggerendo quelli più grassi. Insomma con un calice di questo bianco avrete l’illusione che quella frittura davanti a voi sia un piatto light, perfetto per la vostra dieta.

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ph. Credits mangiarebuono.it

Dopo il fritto della vigilia bisogna un attimo ridimensionarsi. Sì, magari un bel brodino, caldo e rassicurante per un pranzo di Natale dai toni tenui. Un’idea, in voga in molte regioni italiane, è di mettere nel menù natalizio il brodo di cappone. Ecco, forse il concetto di leggerezza lo rimandiamo al prossimo anno. Questo è un piatto che riscalda il cuore, un grande classico come in tv “Una poltrona per due”, e allora rispettiamo le tradizioni e beviamoci su. Sì, ma cosa? Un vino che si intoni al Natale, quindi un bel rosso, come un Barbera. Un vino di corpo, intenso e speziato è il perfetto protagonista di un pranzo importante in compagnia del cappone e per un’occasione speciale come il giorno di Natale.

Il vino di Natale

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ph. Credits magazine.misya.info

Ma il 25 dicembre è anche il momento migliore per accendere i riflettori su di lui, il signore del Natale: Mr. Panettone. Lasciate stare la bilancia, alla tradizione non si comanda, come al cuore e alla gola. Una fetta è necessaria per farci immedesimare nell’atmosfera natalizi,a non possiamo – e non vogliamo! – sottrarci. Ma anche in questo caso è bene essere pronti con i calici, perché un vino di accompagnamento ci vuole sempre. Noi ne abbiamo trovato uno affidabile e mai deludente, il Passito. Un grande amico dei dolci, un sorso ricco di certezze, una sorta di comfort wine al momento del dessert. Ha la vivacità e la sapidità giuste per affrontare il mix di burro, zucchero e uova che sono la base del panettone. Dopo questo matrimonio vorreste sempre che fosse Natale!

Il vino per il giorno di Santo Stefano

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ph. Credits tuttoinunacena.com

Il terzo giorno di questa maratona a tavola ci trova sicuramente provati ma mai sazi. Arriviamo al giorno di Santo Stefano con un certo languorino, pensiamo magari a qualcosa di semplice ma gustoso. Si accendono le luci del forno per svelare che sarà lei la star del pranzo: la lasagna. Un must have di ogni festa, un piatto che rassicura, che ci accarezza la gola e ci apre sempre l’appetito. La tavola sarà apparecchiata in modo impeccabile, con orpelli e decorazioni che celebrano il Natale, ma la lasagna ci richiama alla semplicità, alla genuinità di una pietanza che ci riporta sempre alla domenica a casa, in famiglia. Per questo ci vuole un vino sincero, diretto e brioso: scegliamo il Lambrusco per la sua freschezza e apparente leggerezza, per la capacità di ripulire il palato e spingerci verso un altro boccone.

Il vino per Capodanno

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ph. Credits vivaterrabio.it

Chiudiamo in bellezza questa carrellata e anche quest’anno con il menù di Capodanno. Liberi di preparare quello che più vi aggrada, pesce, carne, solo verdure ma alla fine lui non può mancare. Il cotechino è tradizione, anzi no, è un dovere. E, in fondo, senza di lui avremmo la sensazione che la cena di San Silvestro sia incompleta. Perciò, eccolo, accompagnato dalle bolle. Quelle, si sa, stanno bene con tutto ma questa accoppiata risulta particolarmente felice. La carne è estremamente saporita e grassa e un rosso frizzante come il Raboso potrebbe smussare questo carattere deciso del piatto e farcelo apprezzare di più. Anche se è quasi mezzanotte e questa è la quindicesima portata del nostro cenone.

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ph. Credits salonesapori.it

Questa è solo una piccola parte delle preparazioni che potranno animare le nostre tavole durante le feste natalizie. Ma se proprio non vogliamo mai sbagliare con il calice, puntiamo sempre a un Prosecco. Una scelta semplice ma di grande effetto, protagonista di brindisi speciali e quindi un invitato immancabile nelle nostre case in questi giorni. Cin!

Wine Jewels, un Natale con un gioiello di…vino

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Un vino di pregio o magari un gioiello prezioso oppure entrambi in un solo oggetto. Nessun enigma da sciogliere la soluzione si chiama Wine Jewels e può essere anche la svolta per i vostri regali di Natale. Anelli, ciondoli, gemelli in argento e vetro che al’’interno custodiscono qualche goccia di vino. Un’idea originale per chi ama il vino…non solo nel calice. Abbiamo fatto due chiacchiere con l’ideatore del progetto e vi assicuriamo che ci sono “gioie” davvero per tutti i winelovers.

La nascita di Wine Jewels

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L’esperienza di un orafo e la passione di un enoappassionato, così inizia questa storia di gioielli e di vino. L’artefice del progetto Wine Jewels è Nicola Reino, proprietario di Iris Art dove dal 2006 crea e vende gioielli a Siena. Da circa tre anni, poi, ha aggiunto nel suo laboratorio anche la lavorazione di questi piccoli capolavori di argento, vetro e vino, frutto di maestria ed estro. “Facevo un corso sul vetro a Murano e durante quel percorso ho pensato di creare queste piccole ampolle da riempire con il vino”, ci dice Nicola, che ha così valorizzato la semplicità e la lucentezza del vetro arricchendolo con qualche goccia speciale.

Wine Jewels, studio e passione

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Originalità ma anche tanta pazienza, questo il mix di ingredienti che consente di arrivare al successo di una ricetta così elegante e sorprendente: “Creo prima l’ampolla, poi la riempio con il vino scelto e sigillo in modo che non evapori. Al vino – continua Nicola – aggiungiamo dei conservanti per non farlo ossidare”. Il mantenimento del colore originale del vino contenuto all’interno dell’ampolla è uno degli obiettivi primari dell’orafo Nicola. Da appassionato del nettare di Bacco ha le idee chiare sulla selezione dei vini ma qualche suggerimento da chi lavora nel mondo del vino sulla scelta delle sfumature di colore e dello stato di invecchiamento del vino si rivela prezioso. Per le creazioni di Wine Jewels Nicola fa riferimento a cantine che conosce e che gli forniscono il vino richiesto.

La “carta dei vini” di Wine Jewels

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Si fa presto a dire vino, ma quale viene utilizzato per impreziosire i gioielli di Nicola? Anche se non è nel calice e non è destinato a degustazione merita comunque la giusta attenzione. Nelle piccole ampolle c’è sicuramente del vino buono. Nicola ha, infatti, una “carta dei vini” ben precisa per i suoi gioielli: “Abbiamo selezionato quattro vitigni per raccogliere un po’ tutti i colori: il rosso scuro è regalato dal Merlot, il chiaro dal Sangiovese. Una sfumatura ancora più delicata viene dal Sangiovese Rosè e, infine, la brillantezza dello Chardonnay”. Requisito fondamentale è che il vino sia fermo, la varietà cromatica è poi garantita da questo ventaglio di vitigni. Bastano tre gocce di vino per donare colore e per valorizzare ancor più il design delle creazioni dell’orafo senese.

Come scegliere il regalo perfetto

Un regalo perfetto per un Natale sobrio ma che scalda comunque il cuore. Trovare un vino eccellente sotto l’albero è sempre un piacere, ma può essere anche una vera sorpresa se assume una forma diversa come quella pensata per la collezione Wine Jewels. La linea si compone di cinque articoli: anelli, orecchini al lobo, orecchini pendenti, collane e gemelli. E previsto per il prossimo anno anche un nuovo prodotto: in arrivo proprio il giorno di San Valentino anche il bracciale della collezione.

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Sappiamo di avervi risolto il problema “regalo a fidanzata/o, mamma, nonna”. Ma vi state chiedendo come raggiungere Siena e il negozio di Nicola per conquistare il bottino da piazzare sotto l’albero quest’anno. Bene, spegnete i motori e accendete il computer o il vostro smartphone perché online potrete acquistare il gioiello che volete da ogni parte d’Italia. E se quello che desiderate non è lì, tra le proposte, basta chiedere e sarà creato secondo il vostro gusto. Wine Jewels dà infatti la possibilità di personalizzare le creazioni con un vino scelto da voi o, perché no, prodotto da voi.

Insomma un gioiello unico, per un Natale unico.