La Sicilia nel cuore di Milano

Grazie alla mia cara amica K. per questo prezioso contributo.  

Venerdì 29 Maggio 2015, è arrivata a Milano una calda ventata di brezza marina e quel tipico profumo di sole riverberato dalla terra di Sicilia. L’Oratorio della Passione della Basilica di Sant’Ambrogio, il Wine Garden nel cuore di Milano in occasione di EXPO, è stato teatro di una degustazione di inizio estate che ci ha portati dritti nel cuore della Valle del Belice fino a Selinunte dove si estendono i vigneti delle tenute Orestiadi, un progetto di valorizzazione del tesoro della regione e un omaggio ai miti antichi di Eschilo.

Tenute Orestiadi

Alessandro Parisi, responsabile marketing delle tenute, ci ha accompagnato alla scoperta di cinque vini che raccontano la Sicilia nelle gradazioni di colore, l’intensità dei profumi e la durezza di sapori.

Il viaggio ha avuto inizio con il Grillo, un vino dalle note floreali e sentori di frutta fresca. Ad occhi chiusi, il fresco oratorio affrescato si è trasformato in un caldo viottolo di campagna immerso tra gelsomini in fiore e agrumi.

Ancora un bianco ad accompagnarci per il secondo assaggio: il Catarratto, un nome vibrante ed espressivo per un vino intenso. Una magica sorpresa per le mie papille il suo forte retrogusto di mandorla.

Gibellina, luogo in cui si trova l’azienda, è una città con un passato recente segnato dalla distruzione del terremoto e una difficile ricostruzione che ha snaturato l’anima del paese. Quest’anima la si trova ancora intatta nel Nero d’Avola, un vino dal profumo complesso come quello delle terre in cui viene prodotto. Rosso rubino con riflessi granata, è un vino con note di frutti di bosco e spezie, lungo e persistente.

Il viaggio è proseguito, poi, con le note speziate, pepate e dal sentore di amarena del Syrah, un vitigno internazionale che la luce, il calore e la terra di Sicilia enfatizzano al massimo. Un calice di Syrah in accompagnamento a un piatto di bucatini ai broccoli con uva passa e ricotta salata ed è subito sogno d’una cena di mezza estate tra i colli del Belice.

Degustazione Orestiadi

A chiudere la magia della brezza di Sicilia su piazza Sant’Ambrogio, un Merlot. Un vino rotondo e tannico caratterizzato da aromi di viola e ribes nero con note di liquirizia e pepe nero.

Una degustazione in orario aperitivo nel centro storico di Milano, ma soprattutto un viaggio nella Sicilia Occidentale e un sogno ad occhi aperti, narici divaricate e papille attivate.

Un consiglio spassionato? Il #Catarratto è assolutamente da provare per l’esplosione di mandorla che vi travolgerà, letteramente.

© Photo Credits: Nunzia Mazzella

Alla scoperta dei vitigni: l’ansonica

Il vitigno del mare, di Elena Citton.

Calici vino bianco

Il termine Ansonica (Ansoria), derivante probabilmente dal francese “sorie”, che significa fulvo, color oro, è utilizzato sul continente ma anche in Sicilia per definire il vitigno Inzolia. Stiamo parlando di un vitigno bianco italiano che ha origini meridionali ma è diffuso anche in altre regioni italiane come le zone costiere della Toscana, in particolare a Pisa, Livorno e Grosseto.

Il grappolo è di grosse dimensioni ma con acini piuttosto radi. La vendemmia avviene attorno ai primi quindici giorni di settembre. Probabilmente si tratta del più antico vitigno autoctono siciliano.

Questa varietà di uva ha dimostrato di essere adatta al clima mediterraneo, soprattutto nelle isole dell’Arcipelago Toscano, come l’Isola d’Elba e l’Isola del Giglio e in generale in tutta la penisola dell’Argentario. Le ragioni di una tale diffusione geografica sono da ricercare nelle stesse caratteristiche fisiologiche del vitigno: adattabile a diversi ambienti caldo-aridi dell’Italia centro-meridionale e nei terreni vulcanici posti al di sopra dei 300m s.l.m.

I climi caldi e molto ventilati, infatti, rappresentano gli habitat migliori per la coltivazione di questo vitigno a bacca bianca. Per sua natura, l’Ansonica dona vini di grande struttura, talvolta rustici e ricchi di carattere; i profumi sono solitamente intensi ed avvolgenti. Al gusto è generalmente fruttato con lievi sentori erbacei ed esprime una chiara freschezza con buon equilibrio.

Ecco, infine, una lista dei principali vini di qualità prodotti con questo vitigno:

– DOC Contea di Slafani
– DOC Contessa Entellina
– DOC Marsala
– DOC Menfi
– DOC Sambuca di Sicilia
– DOC Santa Margherita di Belice
– DOC Ansonica Costa dell’Argentario
– DOC Elba
– DOC Parrina

E come direbbe Sophia Loren: Accattatevillo! 

– Leggi qui l’articolo originale –

Raccolta, diraspatura e pigiatura del vino

Se in passato il vino era considerato un alimento corroborante per superare le faticose giornate di lavoro, oggi lo si beve per passione e per delizia (o per dimenticare).

Ma ti sei mai chiesto come può un acino d’uva diventare vino succoso?

Sappi che, le tecniche di vinificazione sono principalmente due:

CON o SENZA macerazione.

La prima prevede che le bucce non vengono eliminate nei primi giorni di fermentazione del mosto, questa è la tecnica usata soprattutto per i rossi. La macerazione, infatti, dona il colore al vino oltre che i tannini e gli aromi. Dunque, se le bucce vengono invece eliminate otterremo del buon vin bianco.

E i rosè? Si ottengono tramite vinificazione senza macerazione (detta anche “in bianco”) di uve a bacca rossa che abbiano poca pigmentazione (es. Pinot Grigio) oppure mescolando uve bianche e uve rosse.

Per vinificare, il mosto viene messo a fermentare all’interno di vasi (di vario materiale) a una temperatura controllata (18-20C°) mediante dei refrigeratori. A quel punto i lieviti danno il via alla fermentazione alcolica durante la quale gli zuccheri si trasformano in alcool e anidride carbonica, con emissione di calore.

E in pochi giorni… Ecco il nascere del vino!

mosto

Ma adesso è il momento del glossario per giovani viticoltori!

RACCOLTA = Comunemente “vendemmia”, il grappolo viene tagliato e trasportato in cantina. E’ importante fare molta attenzione a non schiacciare gli acini, al fine di evitare una fermentazione precoce o una fuoriuscita di polpa e liquidi.

DIRASPATURA = Separazione degli acini dall’asse centrale che li sorregge, serve a evitare che le sostanze contenute nel raspo conferiscano al prodotto caratteristiche negative o eccessivi tannini.

PIGIATURA = Dopo la selezione degli acini, si procede alla pigiatura ottenendo una parte solida (bucce e vinaccioli) e una parte liquida (mosto).

MOSTO = Liquido denso e torbido ottenuto dalla lavorazione di disgregazione meccanica dell’uva.

Liberamente ispirato da Wikipedia

Donne del vino: Gaetana Jacono

La terra ci salverà. Ci insegna la capacità di accudire, la lentezza e la pazienza. E se lo dico io che sono un tornado…

– Gaetana Jacono, per Vanity Fair

Lei, 45 anni, imprenditrice vitivinicola siciliana e oggi ambasciatrice WE-Women for Expo 2015, ha una passione vera per il ciclismo da corsa.

Dal 1993 – si occupa di Valle dell’Acate, azienda vinicola di famiglia che sorge nel feudo di Bidini, nel triangolo di territorio della provincia di Ragusa tra Acate, Comiso e Vittoria. Il suo lavoro la porta spesso in giro per il mondo. Quella per il vino è una passione prepotente… Ecco come ci parla di vino, della sicilia e di amore vero: 15 minuti tutti d’un fiato!

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Per saperne di più…