Le conseguenze del Covid nel mondo del vino: lo abbiamo chiesto a tre cantine

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La crisi causata dall’emergenza sanitaria ha messo a dura prova le aziende vitivinicole italiane che, con coraggio e perseveranza, hanno dovuto inevitabilmente reinventarsi per cercare di superare questo duro periodo.

Per comprendere al meglio quali siano stati gli effetti della pandemia sul settore vitivinicolo abbiamo intervistato Lefiole, giovane azienda lombarda, Donato D’Angelo storica cantina lucana, e The Vinum, azienda vinicola che produce vino tra Abruzzo, Toscana e Piemonte: tre realtà rappresentative dell’Italia del vino, che ci hanno raccontato la loro esperienza in questo periodo così difficile, aiutandoci a delineare un quadro della situazione attuale.

Conseguenze del Covid sul canale Horeca

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Ph. credits Lefiole

Tra i primi provvedimenti adottati dai Governi per limitare la diffusione del Covid, vi è stata sicuramente la chiusura di ristoranti, bar, enoteche, hotel. Questa misura ha influito pesantemente sulle performances del settore vitivinicolo, soprattutto in Italia, determinando il blocco delle vendite destinate a questo canale. Stelle nascenti come Lefiole, azienda vitivinicola dell’Oltrepò Pavese, che hanno puntato sul canale Horeca sono state molto penalizzate. Per questa azienda nata solo da pochi anni e ancora in fase di crescita e affermazione del brand, le restrizioni imposte dalla situazione emergenziale hanno limitato fortemente il potenziale di crescita.

Conseguenze del Covid su GDO, vendita diretta e e-commerce

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Ph. credits Rifornimenti Lucani

Se il fatturato derivante dal settore della ristorazione è stato quasi nullo, più fortuna hanno avuto le aziende con una maggior diversificazione dei canali distributivi. Grande distribuzione, vendita diretta ed e-commerce hanno registrato infatti una straordinaria accelerazione durante questi mesi, come conseguenza delle misure restrittive messe in atto. I consumatori non hanno smesso di bere, hanno semplicemente cambiato le modalità e i luoghi di acquisto e di consumo. In questo contesto aziende virtuose come Donato D’Angelo sono riuscite a mantenere alte le vendite, subendo solo lievemente gli effetti della pandemia sul fatturato. L’azienda oltre ad essere già presente nella grande distribuzione ha investito sull’online, avviando un e-commerce in collaborazione con altre realtà produttive del territorio vulturese.

Conseguenze del Covid sull’export

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Ph. credits The Vinum

Gli effetti della pandemia sul commercio internazionale di vino sono stati diversi poiché ogni mercato ha reagito con modalità e tempistiche differenti. Nonostante si stimi una perdita in valore di circa il 20%,  per le aziende come The Vinum, fortemente orientate all’export, gli importatori sono stati comunque in grado di garantire buoni volumi d’acquisto, soprattutto da parte di quei paesi europei ed extra europei in cui la situazione epidemiologica è stata più contenuta. Chi come questa intraprendente azienda aveva già conquistato mercati diversi è stata in grado ridurre i rischi compensando con l’estero le perdite del mercato nazionale.

Cosa cambierà nel mondo del vino?

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In un periodo in cui l’incertezza sembra essere l’unica costante, risulta  difficile fare delle previsioni su quello che succederà quando finalmente l’emergenza sarà superata. Ciò che appare però plausibile è che il mondo del vino sarà molto più smart e avrà un approccio omnicanale. La comunicazione è diventata molto più digital e social e gli acquisti online sono diventati ormai parte della quotidianità delle persone. Ma l’arrivo delle belle giornate primaverili porterà con sé anche la voglia di trascorrere del tempo all’aria aperta, e bere un buon calice di vino tra il verde dei vigneti, lontani dal caos delle città.

Le aziende ci fanno sapere che la voglia di ritornare a degustare vino insieme  è tanta e che per l’occasione stanno già lucidando i calici. Il nostro consiglio è quello di segnarvi i loro nomi e di andare a visitare queste bellissime aziende non appena sarà possibile!

“Vendemmia in Piemonte”, un viaggio alle origini del vino

Un viaggio alla scoperta di uno dei momenti più iconici e più sacri per il vino, quello della vendemmia. La terra scelta per raccontarla è il Piemonte, una delle regioni italiane più interessanti e vivaci dal punto di vista vitivinicolo. E’ così che si può riassumere “Vendemmia in Piemonte”, nuovo progetto che nelle prossime settimane vi farà vedere luoghi e protagonisti del vino e vi racconterà cosa significhi fare vendemmia e quanto prezioso sia questo momento per ogni cantina.

Da dove nasce l’idea…

Raccontiamo spesso della bottiglia e della degustazione del vino, ma questo è possibile grazie a un altro momento importante ed emozionante: la vendemmia. L’odore di mosto, i trattori che raggiungono le vigne e che ritornano con le cassette cariche di uva.

Chi conosce la campagna sa che questi sono elementi di un quadro di settembre. Chi invece non ha familiarità con queste scene avrà modo di scoprirle e saperne di più attraverso “Vendemmia in Piemonte”, un format in sette puntate dedicato a sette cantine piemontesi. Tra una passeggiata tra i filari e un assaggio di acini maturi e la bellezza di grappoli pronti alla raccolta, i protagonisti delle cantine parlano della vendemmia: dalle tecniche ai tempi in cui si svolge alle emozioni e ai ricordi che ritornano alla mente ogni anno, passando per i cambiamenti e l’evoluzione che questa delicata fase della produzione enoica ha avuto nel tempo.

Perché in Piemonte?

Il vino italiano è sicuramente motivo di orgoglio nel mondo. Ogni regione si distingue per una produzione, per dei vitigni autoctoni e per un vino che rappresentano l’autenticità del made in Italy. Una delle regioni più vocate alla produzione vinicola è proprio il Piemonte. Questo ci ha portato a compiere un tour tra Roero e Langhe, territori ricchi e caratterizzati da varietà ed eccellenze, e a documentare la fase della vendemmia.

Le protagoniste: 7 cantine in 7 tappe

Protagoniste di questo racconto sono sette cantine che hanno aperto le loro porte e ci hanno accolto tra i filari. La prima tappa è a Govone, dove a darci un assaggio di vendemmia è l’Azienda Agricola Maurizio Ponchione: rispetto della tradizione e valorizzazione del territorio danno identità a una cantina radicata sulle colline di Roero da generazioni.

Sempre nel Roero si trova anche la seconda cantina, ed esattamente nel comune di Montà dove ad aprirci le porte è l’Azienda Taliano Michele. Tra le più importanti realtà vitivinicole della zona, la cantina si caratterizza per la grande varietà di vini prodotti, dai bianchi come l’Arneis ai grandi rossi come il Nebbiolo, e per la particolare collocazione dei vigneti sulle colline più alte. Un’azienda a conduzione familiare, con progetti innovativi in cantiere.

Incastonata sulle colline tra Asti e Alba la cantina Marchesi Alfieri è la terza tappa di questo tour nella vendemmia. Qui insieme al profumo del mosto si respira quello della storia e del prestigio di una famiglia blasonata che il vino, nel tempo, ha contribuito a nobilitare a far conoscere sempre più. Una passeggiata tra i filari e le botti, ma anche nella memoria e nei ricordi di una casata.

Il viaggio continua nella Langhe con un’incursione nell’Azienda Agricola Sordo Giovanni. Siamo nel cuore del Barolo e questa cantina ha saputo coltivare con passione un simbolo del panorama vitivinicolo piemontese. A dimostrarlo ben 8 cru che raccontano la dedizione delle vecchie e delle nuovissime generazioni per il mondo del vino. Una realtà moderna ma con le radici ben piantate nella tradizione del territorio.

Un’altra storia di vendemmia è quella che ci racconta Poderi Gianni Gagliardo, in terra di confine tra Langhe e Monferrato. Accanto al re di questo territorio, ovvero il Barolo, fiorisce una vera chicca. Qui conosciamo un bianco d’eccezione: la Favorita, unico Vermentino coltivato lontano dal mare.

Restiamo ancora un po’ in zona e scegliamo come sesta tappa una cantina di grande impatto visivo, un gioiello di design poggiato sulle colline di Cannubi: L’Astemia Pentita è la cantina pop di Sandra Vezza. Stile ma anche eccellenza in bottiglia: qui la vendemmia porta a prodotti unici, i cru più pregiati della zona.

Ultima tappa di Vendemmia in Piemonte è l’ Azienda Agricola Le Strette, una cantina nata dall’incontro tra appassionati che ha dato vita a una grande famiglia unita in questo amore per il vino. Una realtà con una vocazione, un’unica missione: proteggere e valorizzare i vitigni autoctoni come la Nas-cëtta, un grande bianco in terra di rossi storici.

Due partner d’eccezione: Tour Divini e Casa Vacanza Angiolina

Ad accompagnarci in questo viaggio on the road, tra luoghi e personaggi del vino, è stato Tour Divini: un tour operator che conosce perfettamente le terre del Piemonte e ci ha dato una mano per orientarci tra le colline del Barolo e del Barbera, dell’ Arneis e del Roero. Un anello di congiunzione fondamentale, grazie al quale è stato possibile conoscere da vicino le cantine che vi racconteremo in queste sette puntate del nostro progetto.

Ma a regalarci momenti di relax e a farci assaporare la tranquillità tipica della campagna un luogo speciale: Casa Vacanza Angiolina a Govone (Cuneo). Un casale del 1750, in cima alla collina del Castello Savoia, immerso nel verde dei vigneti e dei noccioleti. Un luogo che profuma di storia ma in cui si respira anche aria di casa, di famiglia. Casa Angiolina ha ambiente accoglienti e confortevoli, divisi in due piani e arredati con i mobili originali dell’epoca in cui è stata costruita. Un luogo magico dove per rilassarsi basta aprire le persiane delle camere al piano superiore e godere di un paesaggio incantevole, davanti agli occhi solo distese di verde e attorno soltanto i suoni della natura. Di ritorno da un bellissimo viaggio c’è sempre tanta voglia di raccontare e di far vivere un po’ della magia dei posti e degli incontri fatti anche a chi ci ascolta. E’ quello che proveremo a fare nelle prossime settimane con i nostri articoli e i nostri video di questa “Vendemmia in Piemonte”.

Un tour ricco di emozioni, di esperienze, di conoscenze e anche molto divertimento. Ogni puntata sarà un concentrato di tutto questo. Perciò mettetevi comodi e preparate i calici, tra pochi giorni si parte!

Donne e vino: 5 protagoniste del panorama enologico italiano

Donne e vino

“Il vino è un composto di umore e luce” (Galileo Galilei)

Se anche Galileo con la sua mentalità scientifica si è lasciato andare ad una simile citazione, è proprio vero che il vino può illuminare la nostra realtà con riflessi da sogno.

Chi sa dare una luce diversa alle cose meglio delle donne? In questo articolo vi parleremo di eccellenza femminile italiana nel mondo enoico: scopriamo le 5 cantine dello stivale dove le “quote rosate” danno un tocco in più alla produzione.

Da uno sguardo a questo mondo al femminile emerge la filosofia green unita al rispetto per la tradizione: un ritorno alle origini che rispetta l’ambiente e ci fa riscoprire i sapori di un tempo. Inoltre, la passione per il prodotto e la voglia di sperimentare hanno portato le “signore del vino” verso orizzonti nuovi, fino alla creazione di prodotti affascinanti e intensi. Carichi di amore e di cura, questi vini risultano superbi anche per i palati più pretenziosi, del resto è sempre l’amore che rende buone le cose, giusto?

La sensibilità, comunque, sembra essere la chiave della produzione vinicola al femminile: queste donne straordinarie non si sono limitate a trasformare le imprese vinicole in modo che tutelino l’ambiente. Sono state capaci di dare il via ad un vero e proprio cambio culturale in quello che è stato per anni un ambiente fortemente maschile.

Donne e vino: Lucia Letrari

ph. credits Golden Backstage

In casa Letrari, o meglio, in Cantina Letrari, nella Val Lagarina (Rovereto) il vino ha sicuramente una sfumatura di rosa grazie a Lucia Letrari. Un esempio di donna che rompe gli schemi: anticonvenzionale fin da giovane, frequenta la scuola enologica insieme a sole 3 donne in tutto l’istituto. Numeri che confermano come quello del vino tempo fa fosse un mondo prettamente maschile e, in parte, lo è ancora oggi.

Lucia però non si è mai arresa ed è arrivata, dopo molti successi, a produrre ben nove Trentodoc, ciascuno unico eppure riconoscibile. L’armonia che è riuscita a raggiungere nella filiera produttiva, ha dato vita a una serie di vini che hanno un’anima comune: non è forse questo il successo più grande che si possa raggiungere per una cantina di prestigio come la sua?

Molto ferrata anche nelle pubbliche relazioni e nel marketing, mantiene comunque una visione tecnica del prodotto, non rinunciando ad essere il volto della Cantina Letrari: insomma, una professionista a tutto tondo che, ne siamo certi, non smetterà di stupirci.

Donne e vino: Silvia Franco

ph. credits Corriere del Vino

Per Silvia Franco, quello del vino è un mondo fatto di poesia, delicatezza e arte. Forse è proprio questo il segreto che rende inarrestabile l’ascesa delle donne nel mondo del vino: una visione completamente nuova, piena di sensibilità. La grinta, però, non deve mai mancare nella gestione di una cantina: di certo le sfide non mancano se si tratta di proporre prodotti ricercati.

Questa professionista del settore enoico porta avanti una tradizione nata nel 1919, quando Antonio Franco ha fondato la sua nota cantina (Nino Franco) nel Valdobbiadene. Dal vitigno Glera che cresce in un paesino a nord di Venezia, nasce un Prosecco dal carattere inconfondibile e apprezzato in tutto il mondo. Ma l’esplorazione non finisce mai e da anni la cantina continua a reinventarsi per portare avanti la tradizione con qualità e passione. Secondo Silvia, l’equilibrio fra la presenza maschile e quella femminile in questo ambito porterà a successi strepitosi, anche se non è sempre facile conquistare la fiducia di coloro che non credono ancora nel potenziale femminile.

Chissà quali altre sorprese ci proporrà questa cantina storica? Noi non vediamo l’ora di scoprirle!

Donne e vino: Sara Vezza

ph. credits Pane e Gianduia

Sara Vezza è cresciuta con l’amore per la sua terra e l’ammirazione per sua madre: una donna splendida e determinata, che l’ha sempre ispirata nella gestione della sua cantina. Leader donna in un team maschile, affronta le sfide con passione e impegno, “sporcandosi le mani” per prima con quella terra che tanto ama e rispetta.

Proprio il rispetto della natura ha portato la cantina Josetta Saffiro, nel cuore delle Langhe (Monforte d’Alba), a traguardi eccezionali. Sara è una sommelier altamente qualificata e un vulcano di idee: raccoglie l’eredità dei genitori e inserisce nella sua produzione di vino una filosofia green a tutto tondo.

Sostenibilità è il mantra di tutta la filiera: dall’impianto fotovoltaico fino alla riduzione degli imballaggi per il prodotto finito, ogni passaggio della produzione denota un’attenzione all’ambiente senza precedenti. E i miglioramenti non sono ancora finiti: chissà quali altri progetti renderanno la cantina Josetta Saffiro ancora più green.

Donne e vino: Erika Mantovan

ph. credits YouTube

La passione per il vino di Erika Mantovan comincia quando è ancora al liceo: adorava sorseggiare bicchieri di vino agli aperitivi e interessarsi all’affascinante mondo enoico legato al turismo.

Erika è un vero spirito libero: dopo essersi iscritta a diversi corsi per diventare sommelier, gira il mondo alla scoperta del vino e della sua magia. In Francia tra Champagne e Bordeaux, poi in Portogallo: queste importanti esperienze formative la spingono ad aprire un blog di vino, dove può comunicare la sua passione a 360 gradi.

Dopo la laurea in Economia e Gestione e Valorizzazione del Turismo inizia a collaborare con cantine importanti su tutto il territorio italiano. La sua tesi, che non a caso riguardava proprio il vino, trattava il mondo enoico con un taglio più legato alla comunicazione: il QR code sull’etichetta dei vini come moltiplicatore delle vendite.

Proprio le sue competenze legate alla comunicazione la portano alla collaborazione con un importante distributore di vino, ma la sua voglia di imparare non si ferma: viaggiare le permette di formarsi in continuazione e scoprire realtà diverse.

Donne e vino: Lucia Barzanò

ph. credits James Magazine

Per Lucia Barzanò la freschezza che le donne portano nel mondo del vino è data dal loro modo di comunicare: sentimentale, evocativo e meno istituzionale. E’ proprio di comunicazione e marketing che si occupa nell’azienda di famiglia, la Cantina Mosnel Franciacorta a Camignone.

Il futuro delle cantine d’Italia, secondo Lucia, è “rosa”: la capacità di rinnovarsi e la voglia di sperimentare porteranno le “signore del vino” a dominare la scena.

Tra i suoi più grandi traguardi, dobbiamo menzionare il 2014, anno in cui il suo Franciacorta Rosé Pas Dosé “Parosé” 2008 è stato giudicato il miglior Pas Dosé del mondo dal giornalista inglese Tom Stevenson. Ovviamente le sue ambizioni non si fermano qui: coniugando la vita famigliare con quella lavorativa che spesso la porta lontano da casa, siamo sicuri che la Barzanò non smetterà di stupirci.

Abbiamo visto come le “quote rosè” siano in ascesa all’interno del panorama enoico italiano e, ne siamo certi, non si fermeranno di certo qui: l’impegno e la passione di queste donne straordinarie sono una fonte d’ispirazione sorprendente per tutti. Noi di Biancovino brindiamo ai loro successi e aspettiamo con ansia tutte le novità che ci proporranno le “signore del vino” nella loro scalata al successo.

Eventi del vino: Sicilia en Primeur

Cosa: Sicilia En Primeur – XII edizione

Dove: Taormina (ME)

Quando: 17-18 Aprile 2015

Perché: Per promuovere e presentare l’ultima vendemmia e le annate già in commercio delle aziende vitivinicole siciliane

Organizzato da: Assovini Sicilia (vai al sito)

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Quest’anno sono la sostenibilità e la biodiversità i temi centrali della kermesse, che volutamente si riallaccia alle tematiche dell’Expo 2015. Si palerà di certificazioni ambientali, vini biologici e tecniche di concimazione a basso impatto. Si punta a una viticoltura sempre più green e un rispetto per la natura che sia totale. Saranno 40 le aziende partecipanti a questa edizione di Sicilia en Primeur, con oltre 600 etichette in degustazione. Per la prima volta la manifestazione sarà aperta al pubblico.

Ci piace questo carattere internazionale, e sono sicuro che l’evento sarà un forte incentivo per il brand Sicilia, in Italia e nel mondo.

Quindi, ci vediamo al Grand Hotel Atlantis Bay, Via Nazionale, 161 – Taormina (ME)

Manca poco!