Vino e castagne: un “matrimonio” autunnale

L’autunno ci ha avvolti con la sua aria frizzantina e i tramonti arancioni: è il momento giusto per un calice di vino accompagnato da castagne fumanti, che ne dite? Calde e avvolgenti, con quel profumo di brace e il sapore unico… noi abbiamo già l’acquolina in bocca, e voi?

Vino e castagne: le proprietà della “Regina dell’autunno”

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Cari amanti delle castagne, ormai lo saprete anche voi: purtroppo questi frutti prelibati sono ricchi di carboidrati complessi, sono quindi molto calorici e vanno consumati con moderazione. Detto questo, non dimentichiamo che le castagne sono anche ricche di proprietà e benefici, scopriamone qualcuno insieme.

Le castagne sono una miniera di sali minerali fra cui fosforo e potassio, oltre a vitamine B2 e PP che contribuiscono alla salute dei tessuti.
Sono anche ricche di acido folico e fibre e per questo è consigliato sgranocchiarne qualcuna in gravidanza: si tratta infatti di sostanze ideali per il nutrimento del feto. Le castagne sono un’ottima fonte di energia: se siete degli sportivi, quindi, potrebbero trasformarsi nel vostro snack preferito prima di un allenamento. Sono anche considerate un buon rimedio contro l’inappetenza, ma le fantastiche qualità di questi frutti non finiscono qui!

Per i fan del beauty naturale, le foglie del castagno saranno una scoperta strepitosa: basterà preparare un infuso per ottenere un formidabile tonico astringente. La polpa invece, frullata e magari amalgamata con oli naturali, può essere utilizzata come crema emolliente per il viso, oppure come detergente ecologico.

Sappiamo bene che quello che vi interessa di più è assaporare questi frutti con il vino piuttosto che spalmarveli sul viso, quindi vediamo subito gli accostamenti più classici fra calici e castagne.

Vino e castagne: accostamenti irresistibili

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Data la consistenza delle castagne, così farinosa e avvolgente, oltre al sapore rotondo, spesso amarognolo (se si tratta di caldarroste cotte nella tipica padella forata), l’accostamento ideale è sicuramente un vino giovane, che non vada ad appesantire ulteriormente il palato. Un Lambrusco (per chi ama il frizzante) è perfetto per “ripulire” la bocca dalle caldarroste. Vi immaginate già con un bel calice in mano e le castagne nel piatto, vero? Ah, che meraviglia l’autunno che avanza!

Anche la Barbera d’Alba e il Barbera del Monferrato si prestano alla degustazione delle caldarroste, che hanno quel tocco fumè molto affascinante ma stucchevole se non viene “sgrassato” dal vino giusto. Quando assaggiate piatti a base di farina di castagne, come pasta fresca o purea per farcire carni rosse, la scelta può ricadere su un vino più corposo che contrasti la struttura complessa dei piatti. Il Marzemino o il Dolcetto di Dogliani sono sicuramente due opzioni valide per accompagnare queste portate “robuste”. Infine, se si tratta di un golosissimo dolce a base di castagne, puntate tutto su un passito: quello dell’Alto Adige o di Pantelleria sono perfetti per accompagnare un dessert autunnale. Li indichiamo non a caso: la dolcezza della castagna nei dessert è così marcata da richiamare a un passito ben strutturato per “tenergli testa”.

Vino e castagne: il sapore delle antiche leggende

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Se anche voi ricordate con nostalgia quei pomeriggi autunnali in cui un pacchetto di castagne arrosto fra le mani infreddolite scaldava subito soprattutto il cuore, non vedrete l’ora di scoprire alcune leggende della nostra tradizione che hanno come protagonista la “Regina dell’Autunno”.

Un antico racconto del nord Italia narra che in Val Masino, nella notte dei tempi, si compì un miracolo proprio nel giorno di Sant’Antonio. Una donna molto povera non aveva nulla per sfamare i suoi figli e così, per non far perdere la speranza ai suoi piccoli, mise sul fuoco una pentola con delle pietre dentro, fingendo che fossero castagne.
Per distrarre i bambini e cercare di farli addormentare, raccontò diverse storie bizzarre, ma i figli continuavano a chiederle se le castagne fossero cotte.
La donna si arrese e tolse la pentola dal fuoco per mostrare ai bambini le pietre che conteneva ma, quando guardò meglio, vide che i sassi si erano trasformati davvero in castagne!

Sempre nel Nord Italia, si narra che in un paesino di montagna i poveri abitanti non avessero più cibo, così pregarono affinché potessero sfamarsi: comparve un albero di castagne, con i rami carichi di frutti. Il Diavolo, però, ci mise lo zampino, avvolgendoli tutti con un guscio spinoso. L’intervento divino non tardò ad arrivare, così quando le castagne erano mature i ricci cadevano a terra aprendosi a croce, permettendo agli abitanti del villaggio di raccoglierne il contenuto.

Questo viaggio fra sapori, tradizione e profumi finisce qui: noi non vediamo l’ora di “aprire” la stagione delle castagne con un bel calice di vino e brindare così alla “Regina dell’Autunno”.

Autunno in tavola: abbinamenti di stagione

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Le giornate si sono accorciate e il foliage, come ogni anno, lascia tutti senza parole. La bellezza dell’autunno è fuori, nella natura, ma anche a tavola. E’ una stagione ricca e piena di gusto: l’autunno ci offre prodotti con un sapore molto intenso e super versatili. Non resta che scoprire quali sono gli abbinamenti perfetti della stagione.

Autunno in tavola, tra funghi e vino

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Uno dei primi protagonisti in tavola è sicuramente il fungo. Il periodo della raccolta varia in base alla tipologia, e camminare per i boschi con il profumo della vegetazione nell’aria e le foglie che scricchiolano a ogni passo è un’esperienza indimenticabile. I funghi sono ricchi di proprietà nutritive e versatili: risotti o zuppe, con la polenta, semplicemente crudi nelle insalate o trifolati come contorno. Sono abbinabili sia a un bianco fresco che a un rosso di scarsa tannicità. Un Greco di Tufo e un Montepulciano d’Abruzzo sono entrambi vini strutturati con una beva fruttata e speziata che non invade il sapore deciso del micete.

Il fungo più prelibato tutti sappiamo sia il tartufo. Per non sbagliare abbinamento dobbiamo prendere in considerazione una cosa importante. Non dobbiamo scegliere un vino che copra l’aroma, perché il bello del tartufo è proprio la persistenza in bocca! Quindi dobbiamo optare per un vino che evidenzia questa caratteristica. Una bollicina di Metodo Classico dai lunghi affinamenti, come un sapido Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG potrebbe sposarsi con eleganza alle sfumature aromatiche del tartufo.

Autunno in tavola, zucca e vino

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Un altro ortaggio caratteristico di questo periodo è la zucca. E’ ricca di antiossidanti e pochissime calorie e si presta a un ricco ventaglio di ricette. Il sapore è dolce e con formaggi importanti come il gorgonzola l’unione è sempre azzeccata. Nei maltagliati zucca e gorgonzola per esempio, troviamo la dolcezza della crema di zucca che incontra le note piccanti del formaggio. Un vino che faccia risaltare tutti questi i profumi e sapori potrebbe essere un bianco con spiccata acidità, che abbia una buona struttura richiesta dalla dolcezza della zucca e dalla nota grassa del formaggio. Un vino secco e leggero come lo Chardonnay dei Colli Bolognesi.

Autunno in tavola con vino e castagne

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La terra in questo periodo ci regala un altro prezioso frutto: le castagne. In quelle serate a chiacchierare riscaldati dalla legna che arde e le castagne che cuociono sul fuoco, non manca proprio niente. Ah sì, solo il vino giusto ad accompagnarle. Sgusciare le caldarroste ancora calde è un momento di convivialità davvero piacevole e diventa perfetto in presenza del vin brûlé. Non è altro che vino novello fatto bollire con cannella zucchero e scorza di limone. Per i piatti invece a base di castagne, aprendo un vino poco strutturato di facile beva come un buon Lambrusco che con le sue caratteristiche e la sua allegria è sicuramente una soluzione ideale per equilibrare i sapori dolci della castagna.

Non è venuta anche a voi voglia di portare l’autunno a tavola?