Moët & Chandon: oro rosa, dentro e fuori la bottiglia

Ci sono nomi che identificano un prodotto: per lo champagne è Moët & Chandon. Oggi associato al lusso e al glamour, questo mostro sacro gode di una storia centenaria che ha visto avvicendarsi diverse generazioni. Passione e conoscenza del vino, ma anche grande carisma e capacità imprenditoriali dietro ad una maison leader di livello mondiale.

Champagne, qualche cenno storico

Ph. Credits call me wine

L’inizio di questa storia di successo risale al 1743, quando Claude Moët cominciò ad allargare la produzione di bottiglie fuori dalla regione dello Champagne. Successivamente il nipote Jean-Rémy Moët estende la distribuzione anche in Europa e negli Stati Uniti, e nel 1832 lascia la società al figlio Victor Moët e al genero Chandon. Ecco, dunque, la nascita di Moët & Chandon. Nessuno dei due probabilmente immaginava un destino così brillante per le loro bolle fini e aromatiche…

Questa maison non è solo una delle più capillari champagnerie del mondo, ma il più potente attore delle bollicine francesi. Lo champagne stesso è diventato uno dei vini simbolo del lusso, non solo per i costi ma perché garanzia dell’alta qualità delle uve particolari e della massima efficienza delle lavorazioni. Una bottiglia di Moët & Chandon è un must per chi vuole festeggiare con stile ed eleganza!

Rosè Imperial Brut, l’edizione limitata di successo

Dunque perchè non provare a stappare la nuova bottiglia in edizione limitata di Rosè Brut Imperial? L’attenzione si focalizza, in un primo momento, sul packaging rosa confetto, che conferisce un aspetto raffinato e romantico alla bottiglia, riconoscibile per lo stile brillante tipico del marchio.

Ph. credits pinterest

L’assemblaggio di Pinot nero, Pinot Meunier e Chardonnay spiegano l’intensità, la rotondità e l’eleganza di questo vino. Il colore nel flûte risulta acceso quanto l’etichetta, e al naso si sprigionano dolci aromi di frutti rossi, come la ciliegia e le fragoline di bosco. In bocca ritroviamo la frutta rossa e note floreali di rosa con un piacevolissimo accenno agrumato. La sua freschezza seduce e questo champagne si presta a diventare un perfetto compagno di romantici aperitivi. Un abbinamento indovinato, che omaggia anche le terre di origine, potrebbe certamente essere con il formaggio di capra Caprice des Dieux.

Ph. Credits pinterest

Chi ha mai sognato di fare il bagno in una vasca riempita di champagne? Indimenticabile la scena iconica di Marilyn Monroe nel film “Quando la moglie è in vacanza”, e visto il prezzo accessibile e la qualità inconfutabile ci si potrebbe fare un pensierino!

Champagne e pollo fritto: un amore incompreso!

Eccoci a parlare di un match all’apparenza improbabile eppure bene assortito. Ma si sa che gli amori più intensi nascono proprio dall’incontro di caratteri opposti. E’ quello che succede quando l’eleganza e la leggerezza dello Champagne incontrano la corposità e croccantezza del pollo fritto. Per far scoccare la scintilla nella vostra bocca dovete provare questo connubio. Noi vi aiutiamo dicendovi dove ordinare i migliori fried chicken, come cucinarli in casa e a quali tipi di champagne abbinare il piatto. Seguite Cupido e non vene pentirete.

Bolle e piccante: una coppia perfetta

ph.credits nashvillelifestyle

“I cibi fritti hanno bisogno di bolle” è una citazione adatta a questa strana ma iconica accoppiata che Katie Morton, direttore del vino di Manhattan wine&fried afferma in un’intervista. Anche i migliori chef italiani sono concordi sul fatto che più ricco è il piatto e più acido deve esserci nel bicchiere. Lo chiamano un mix high-low in diverse parti del mondo, ovvero l’equilibrio che si raggiunge con l’abbinamento di sapori alti e bassi insieme, il che sembrerebbe anche una metafora della vita e delle relazioni d’amore. Champagne pollo fritto si completano a vicenda lasciando comunque trapelare la loro individualità. Le spezie guidate dall’acidità naturale dello champagne giocano molto bene con il grasso del pollo e amplificano gli effetti croccanti della pelle e del rivestimento. Non resta che provare!

Pollo fritto: come cucinarlo

ph. credits cookist

Sapevate che furono gli Scozzesi i primi europei a friggere il pollo in grasso? Nel frattempo, un certo numero di popolazioni dell’Africa occidentale lo cucinava friggendolo in olio di palma o di cocco. Le tecniche di frittura scozzese e le tecniche di stagionatura dell’Africa occidentale furono combinate negli anni dando vita a quello che oggi è uno dei piatti più consumati nell’America del sud e negli USA. Negli Stati Uniti un ristorante che vendeva cibo povero lungo la strada tra il Kentucky e la Florida, decise di vendere il suo pollo fritto negli altri ristoranti. Proprio da qui prese nome il KFC (Kentucky Fried Chicken).

E se si volesse sperimentare in casa questa semplice ricetta? Il segreto è il latticello, un derivato dalla produzione del burro, che rende la carne tenera e saporita. Gli ingredienti da utilizzare sono: ali e cosce di pollo, farina, paprika, aglio, olio di semi (o di oliva) e sale. Si inizia facendo marinare il pollo con un po’ di limone e mischiando farina, paprika e aglio insieme, per i più temerari anche peperoncino, si cosparge il pollo di latticello e poi si adagia nella farina aromatizzata. Lo step successivo è la frittura in un recipiente abbastanza profondo, et voilà! Il piatto è pronto, adesso tocca riempire il calice.

Pollo fritto: dove ordinarlo

Champagne-e-Pollo-fritto
Ph. creits thespruceeats

Dagli States fino a Milano! Cucinare non piace a tutti ma mangiare sicuramente si. Quali sono i posti perfetti dove ordinare un buon pollo fritto a domicilio? Partiamo da Polleria Milano 2.0, situata in zona sud, vicino all’università Bocconi, un piccolo posto molto in voga per questo tipo di piatto, da accompagnare con contorno di patate o verdure! Un altro prezioso punto dove ordinare è sempre a sud della città lombarda ma verso i Navigli e si chiama CIK fried cicken,maggiormente ispirato al classico finger food americano, dove è possibile anche assaggiare il panino e non solo alette o cosce. Spostandoci verso il centro, per gli abitanti delle zone più movimentate e fervide, il luogo da tenere sott’occhio è Corey’s Soul Chicken, ispirato direttamente alla ricetta Kentucky e terminando il tour verso nord, abbiamo ABC che sta per All’bout chicken, dove viale Monza è on per ricevere gli ordini e deliziarvi al suono del campanello. Consegna in arrivo per stappare la bottiglia!

Champagne da abbinare

cheers-4149522_960_720-2

Su quali bottiglie di champagne bisognerebbe puntare per assicurarsi il miglior risultato? Se il budget è alto e ci si può concedere il lusso di un Maison Mumm Blanc de Noirs perché non farlo? Si parla di champagne ‘brut‘ che sfoggia un colore intenso, con un aspetto dorato, quasi ramato ed evoca note di frutta secca. E’ vinoso, potente e strutturato. In bocca si combina bene con i sapori più forti del pollo, smorzando la potenza della frittura e bilanciando il gusto intenso del pollo speziato. Se invece il budget scende, un classico Piper-Heidsieck Champagne Brut: lo champagne di Marilyn Monroe! Espressivo e immediato, con delicate sfumature di erbe aromatiche dove Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay si riassumono in un unico sorso. Si caratterizza per la grande freschezza, più che necessaria e apprezzata se a tavola abbiamo un piatto non proprio light. Ultimo consiglio, aumentando l’acidità e buttandoci sull’extra brut: Philippe Gonet Blanc de Blancs Extra Brut 3210. Più pallido alla vista e con un retrogusto di finocchio, adatto per un maggior contrasto. 

Dovete solo scegliere il vostro champagne, il piatto è una certezza!