Chianti: vino, borghi e natura

Da Dante Alighieri a Michelangelo, da Leonardo da Vinci a Galileo Galilei, da Antonio Meucci ad Amerigo Vespucci: la Toscana ha dato i natali ai più grandi scrittori, pittori, scienziati, navigatori di tutti i tempi, ma non solo. Infatti è proprio qui, nella culla del rinascimento, dove il genio si fonde con la natura, che nasce uno dei vini italiani più bevuti ed apprezzati al mondo: il Chianti.

Chianti: il vino

Ph. credits Campagna Amica

Dal colore rosso rubino, tendente al granato, il Chianti è il vino italiano che ha conquistato i palati di tutto il mondo. A renderlo così speciale è la varietà più coltivata sul territorio nazionale: il Sangiovese, che in Toscana trova il giusto habitat per esprimere al meglio le proprie caratteristiche organolettiche. Questa famosissima tipologia di uva, che deve essere contenuta in percentuale minima del 70%, viene utilizzata in blend con altre varietà coltivate sul territorio regionale come Canaiolo, Colorino, Cabernet Sauvignon, Merlot, e in alcuni casi anche Trebbiano, Malvasia Bianca, Sauvignon Blanc (citarle tutte sarebbe una follia), che in combinazioni e percentuali diverse, riflettono il carattere, lo stile e la personalità del singolo produttore.

Chianti: le denominazioni

Ph. credits Tuscanypeople

Di Chianti DOCG ne esistono due tipologie: la prima, quella che conta il maggior numero di bottiglie, viene prodotta in un areale compreso tra le province di Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato. Questa denominazione ha al suo interno le sette sottozone di Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli senesi, Colli Pisani, Montalbano, Rufina e Montespertoli, ognuna delle quali, grazie alle sue specifiche caratteristiche di terreno, altitudine, esposizione al sole conferisce una specifica identità al vino. La seconda, quella che ricade nell’areale più vocato alla produzione di vino e che comprende parte del territorio delle province di Siena e Firenze, prende il nome di Chianti Classico DOCG e viene contraddistinta dalla presenza in etichetta del gallo nero, storico simbolo della Lega Militare del Chianti.

Strutturato e armonico, in genere con spiccati profumi di sottobosco e ciliegia, fiori e spezie, fino a raggiungere note balsamiche nelle versioni che fanno un affinamento prolungato, il Chianti è un vino molto versatile da abbinare a formaggi, secondi di carne o a primi piatti importanti.

Ma, a parlarne non vi è venuta voglia di fare un giro in questa terra così magica per bere un calice (meglio una bottiglia) di questo buon vino?

Chianti: tra borghi e natura

Ph. credits Johny Goerend on Unsplash

È difficile credere che in una sola regione ci possa essere un patrimonio artistico così ampio: in Toscana infatti il culto del bello non è comune solamente nelle perfette sculture rinascimentali o nei regali edifici neoclassici o ancora nei capolavori di valore inestimabile che tappezzano le pareti dei musei, ma è radicato nel territorio e nella cultura popolare. Grande esempio di integrazione tra l’attività dell’uomo e la natura, il paesaggio chiantigiano è caratterizzato da verdi colline che si susseguono in armonici sali e scendi, viali costeggiati da cipressi che segnano il sentiero per raggiungere magiche tenute e piccoli borghi medioevali dai quali è possibile ammirare la perfezione geometrica dei campi vitati. A tal proposito, tra una visita in cantina e l’altra vi consigliamo di fare un salto nei paesini che troverete lungo il tragitto: Greve, Panzano, Castellina, Radda, Gaiole, Castelnuovo Berardenga sono solo alcuni dei borghi che vi faranno rimpiangere di non averli visitati prima. Qui, oltre che dei caratteristici vicoletti, degli imponenti castelli e del buon cibo, vi innamorerete della simpatia e generosità della gente del posto, che con l’ars oratoria che la contraddistingue saprà conquistarvi con leggende e racconti popolari avvincenti.

In attesa di organizzare il vostro prossimo viaggio tra le colline di uno dei luoghi più belli della Toscana non vi resta che stappare una bottiglia di buon Chianti (quella la trovate ovunque!). Cheers!

Alla scoperta dei vitigni: l’ansonica

Il vitigno del mare, di Elena Citton.

Calici vino bianco

Il termine Ansonica (Ansoria), derivante probabilmente dal francese “sorie”, che significa fulvo, color oro, è utilizzato sul continente ma anche in Sicilia per definire il vitigno Inzolia. Stiamo parlando di un vitigno bianco italiano che ha origini meridionali ma è diffuso anche in altre regioni italiane come le zone costiere della Toscana, in particolare a Pisa, Livorno e Grosseto.

Il grappolo è di grosse dimensioni ma con acini piuttosto radi. La vendemmia avviene attorno ai primi quindici giorni di settembre. Probabilmente si tratta del più antico vitigno autoctono siciliano.

Questa varietà di uva ha dimostrato di essere adatta al clima mediterraneo, soprattutto nelle isole dell’Arcipelago Toscano, come l’Isola d’Elba e l’Isola del Giglio e in generale in tutta la penisola dell’Argentario. Le ragioni di una tale diffusione geografica sono da ricercare nelle stesse caratteristiche fisiologiche del vitigno: adattabile a diversi ambienti caldo-aridi dell’Italia centro-meridionale e nei terreni vulcanici posti al di sopra dei 300m s.l.m.

I climi caldi e molto ventilati, infatti, rappresentano gli habitat migliori per la coltivazione di questo vitigno a bacca bianca. Per sua natura, l’Ansonica dona vini di grande struttura, talvolta rustici e ricchi di carattere; i profumi sono solitamente intensi ed avvolgenti. Al gusto è generalmente fruttato con lievi sentori erbacei ed esprime una chiara freschezza con buon equilibrio.

Ecco, infine, una lista dei principali vini di qualità prodotti con questo vitigno:

– DOC Contea di Slafani
– DOC Contessa Entellina
– DOC Marsala
– DOC Menfi
– DOC Sambuca di Sicilia
– DOC Santa Margherita di Belice
– DOC Ansonica Costa dell’Argentario
– DOC Elba
– DOC Parrina

E come direbbe Sophia Loren: Accattatevillo! 

– Leggi qui l’articolo originale –